Investiti 8,5 milioni di euro

Net: operativo l’impianto per il trattamento dei rifiuti a San Giorgio di Nogaro

L’impianto è composto da tre linee di produzione: una per il secco indifferenziato, una per la produzione di compost, l'altro per i rifiuti biodegradabili

L'impianto di San Giorgio di Nogaro (© Net)

SAN GIORGIO DI NOGARO - Net informa che è pienamente operativo, dopo il collaudo funzionale del mese scorso e la messa a regime dei macchinari, l’impianto di San Giorgio di Nogaro. L’azienda, che sul nuovo sito ha investito 8,5 milioni di euro, con il supporto metodologico, nella progettazione, anche dell’Università di Udine, punta a una tipologia di raccolta innovativa: «Termina l’epoca della mera raccolta di rifiuti per poi smaltirli - dichiara il direttore generale Massimo Fuccaro -. Da diversi anni Net è focalizzata al recupero e al riciclo dei materiali. In questo impianto viene trattato il rifiuto secco residuo, per poter poi ulteriormente recuperare il materiale che i cittadini non riescono a differenziare. Il secco residuo è un rifiuto che ha scarso interesse per le aziende private, in quanto non consente una elevata redditività. Ma a noi piacciono le sfide, ed è proprio per questo che la Net si è specializzata in questo tipo di trattamento. Stiamo dimostrando, e le tariffe basse ne sono la prova, che si può svolgere un servizio pubblico a bassa redditività con efficienza ed economicità». Il trattamento del rifiuto secco, inoltre, porterà nel 2017 a ulteriori riduzioni delle tariffe, già tra le più basse d’Italia.

Tre le tipologie di rifiuti trattate
«L’ultimazione dell’impianto di San Giorgio rientra nelle azioni previste dal piano industriale della Net Spa - commenta Fuccaro -. Siamo perfettamente in linea con il cronoprogramma: il piano di riconversione degli impianti, redatto nel 2015, prevedeva infatti un tempo di attuazione di 5 anni». Perché è così importante la rifunzionalizzazione del sito di San Giorgio di Nogaro? «Qui si prepara la frazione secca del rifiuto indifferenziato - spiega il direttore della Net -, per renderlo idoneo al successivo recupero di materie prime secondarie (Mps) e di combustibile solido secondario (Css) o energetico in altri impianti, grazie alla separazione della frazione putrescibile residuale ancora presente nel rifiuto».
L’impianto è composto da tre linee di produzione. Linea A: trattamento della frazione secca residua/indifferenziata di rifiuti urbani per la produzione di rifiuto da avviare ad impianti di recupero di materia, produzione di Css o, in subordine, di energia (ai sensi della parte II del D.lgs. 152/2006 così come modificato dal D.Lgs n. 46 del 2014) per 71.000 t/anno; Linea B: trattamento dei rifiuti ligneo-cellulosici per la produzione di ammendante compostato verde, per 10.000 t/anno; Linea C: stazione di trasferenza dei rifiuti biodegradabili di cucine e mense provenienti dalla raccolta differenziata, per 15.500 t/anno.

Ora si sistemerà l'impianto di Udine
La gestione operativa e manutentiva dell’impianto, affidata con gara europea, è stata aggiudicata alla Daneco Impianti Spa, che ha garantito l’occupazione di circa 20 loro dipendenti; lo sforzo della Net per accelerare la fine del revampig dell’impianto di San Giorgio è stato motivato anche dalla volontà di salvaguardare la forza lavoro. A seguito del riavvio dell'impianto di San Giorgio, si provvederà all'ammodernamento anche dell'impianto di Udine (i lavori inizieranno in estate) per il recupero di materia prima seconda dal rifiuto secco residuale e dalle raccolte differenziate e per la produzione di CSS-Combustibile e biocarbon. «La volontà - prosegue il direttore generale della Net - è quella di contribuire di fatto alla flessibilità e all'affidabilità del sistema di trattamento dei rifiuti regionale, prevedendo un’alternativa al recupero energetico della frazione secca non riciclabile a favore del recupero di materia».