Iniziativa promossa dal Fogolâr Furlan Southwest

Arrivano negli Stati Uniti le ricerche nel fiume Stella

Sabato 25 febbraio il progetto di archeologia subacquea Anaxum sarà presentato alla Texas A&M University. Progetto realizzato con la Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio del Fvg e il sostegno di Fondazione Friuli e Provincia di Udine

Una delle indagini dell'Università nel fiume Stella (© UniUd)

UDINE – Sbarcano in Texas, Stati Uniti, grazie al Fogolâr Furlan Southwest, le ricerche di archeologia subacquea nel fiume Stella, nella Bassa Friulana, condotte dall’Università di Udine nell’ambito delprogetto 'Anaxum - Archeologia e storia di un paesaggio fluviale'. Sabato 25 febbraio, alle 15, Massimo Capulli, coordinatore di Anaxum, presenterà il progetto e i risultati finora ottenuti, al dipartimento di Antropologia della Texas A&M University a College Station, partner della missione archeologica. Saranno presenti Gaetano Fabris e Andrea Cudin, rispettivamente presidente e vice presidente del Fogolâr Furlan Southwest, che copre gli Stati dell’Arkansas, della Louisiana, del New Mexico, dell’Oklahoma e del Texas.

Il progetto
Obbiettivo di Anaxum, antico nome latino dello Stella, è lo studio di quanto si è conservato nel tempo dell’attività promossa dall’uomo nel fiume, sul fiume e nelle aree perifluviali. È prevista inoltre l’ideazione, insieme alle amministrazioni locali, di un Parco ecostorico (il primo del genere in Italia) per valorizzare i risultati delle ricerche anche dal punto di vista turistico. Si tratta dell’unica missione archeologica didattica in ambiente fluviale a livello nazionale e internazionale. Alle ricerche subacquee annuali partecipano infatti studenti e laureati provenienti da università italiane, tedesche e americane. Il cuore del progetto Anaxum è costituito da un gruppo di ricerca interdisciplinare e internazionale che utilizza il corso d’acqua come laboratorio per la formazione di archeologi subacquei, sviluppando al contempo tecniche innovative di ricerca in un ambiente problematico quale quello fluviale.Dopo le campagne di scavi, il lavoro di studio prosegue durante l’anno nel Laboratorio di Archeologia delle Acque del dipartimento di Studi umanistici e del Patrimonio culturale dell’Ateneo friulano.

I risultati
In sei campagne di scavi il gruppo di ricerca guidato dall’Ateneo udinese ha recuperato e documentato sui fondali dello Stella oltre 1.600 reperti di epoca romana, grazie anche all’impiego di sistemi di rilevamento innovativi per ambienti subacquei in condizioni di scarsa visibilità. Gli archeo-sub dell’Ateneo hanno esplorato i fondali nel tratto in Comune di Palazzolo dello Stella, in particolare l’area di dispersione di reperti del sito 'Stella 1' e circa 2 chilometri più a nord, dove l’antica via Annia attraversava il fiume. «La condivisione della conoscenza – spiega Capulli, docente di docente di Metodologia della ricerca archeologica, attualmente Visiting Researcher Scholar alla Texas A&M University – è alla base della ricerca e del progresso umano. La mia presenza qui negli Usa è così dovuta alla stretta collaborazione con il collega Filipe Castro, con cui stiamo studiando la ricostruzione dei relitti del fiume Stella all’interno del suo avanzatissimo 'J. Richard Steffy Ship Reconstruction Laboratory', un vero e proprio punto di riferimento a livello mondiale. La mia speranza più alta è quella di trasformare queste ricerche in una risorsa per il Friuli, realizzando un domani repliche in scala 1:1 che facciano da coronamento al parco eco-storico del fiume Stella».