28 luglio 2017
Aggiornato 00:30
Lavoro

Pubblica amministrazione: Panontin annuncia nuove assunzioni in Fvg

Sbloccato l'impasse esistente grazie alla legge regionale 18 del 2016 sul Comparto Unico "che ha permesso - ha spiegato l'assessore - di riaprire al ricambio all'interno delle amministrazioni locali"

Nuove opportunità di assunzione negli enti pubblici (© Adobe Stock)

UDINE - Quasi 800 cessazioni di personale entro il 2018, la maggior parte del quale potrà essere sostituito con nuove assunzioni. Ma anche avanzamento di carriera, attraverso concorso, per quanti già da anni lavorano nella Pubblica amministrazione e, infine, supporto ai Comuni per l'utilizzo del lavoro flessibile.
Sono queste solo alcune delle misure illustrate nella lettera che l'assessore regionale alle Autonomie locali, Paolo Panontin, ha inviato ai primi cittadini e ai prefetti del Friuli Venezia Giulia. Nella missiva si spiega il percorso che l'amministrazione regionale intende attuare per reintegrare gli organici attualmente in sofferenza.

I Comuni potranno sostituire chi va in pensione
A sbloccare l'impasse nella quale si sono venute a trovare fino a oggi molti municipi del Friuli Venezia Giulia è la legge regionale 18 del 2016 sul Comparto Unico «che ha permesso - ha spiegato Panontin - di riaprire al ricambio all'interno delle amministrazioni locali, consentendo l'assunzione del 100% delle risorse cessate nell'anno precedente»«La norma - ha aggiunto - permette inoltre di recuperare quote assunzionali residue delle annualità precedenti ma non utilizzate. Questo principio vale tanto per la Regione quanto per i Comuni che partecipano alle Unioni territoriali Intercomunali (Uti). Le Amministrazioni che invece hanno scelto di restare fuori dalle Uti potranno attivare il turnover nella misura del 50%».
Sulla base delle dichiarazioni fornite dagli enti locali del comparto, le cessazioni nel triennio 2016-18 sono pari a 779 unità complessive, di cui 251 per l'annualità appena trascorsa, 261 nel 2017 e 267 per l'anno prossimo.
Come previsto dalla legge 18, «già da quest'anno - ha evidenziato Panontin - le Uti o i Comuni aderenti potranno coprire lo stesso numero di unità di personale andato in quiescenza, sulla base della specifica suddivisione che riterranno di compiere le singole amministrazioni. Per chi non fa parte delle Uti, invece, la soglia dei reintegri potrà essere pari alla metà delle cessazioni, in attesa che poi a regime diventino operativi tutti gli altri strumenti introdotti con la recente normativa».

Si potranno fare anche contratti a tempo determinato
La Legge 18 è venuta poi incontro alle esigenze, rappresentate a più voci dalle amministrazioni, di riconoscere la professionalità del personale costantemente impegnato sul campo. «Nei loro confronti - ha chiarito Panontin - in questa fase di primo avvio verranno indette delle procedure concorsuali nel rispetto dei budget consentiti per consentire di accedere alle categorie più elevate, riconoscendo così la propria capacità e professionalità maturata nel tempo. Ciò comporterà la possibilità di procedere ad assunzioni dall'esterno per categorie più basse, che verranno liberate dagli avanzamenti di carriera».
Nella lettera, Panontin spiega inoltre che la norma regionale supporta le amministrazioni nell'utilizzo dei budget a loro disposizione per ricorrere anche a lavoro flessibile (tempo determinato, interinale, etc.), «destinando, a tal fine, le risorse per le assunzioni a tempo indeterminato che non vengano utilizzate».