25 luglio 2017
Aggiornato 00:30
In via Colugna

Udine una casa ‘intelligente’ per gli studenti disabili

Il Comune metterà a disposizione un appartamento dotato di sistemi domotici all’avanguardia, lo scopo del progetto è quello di favorire l'innalzamento dei livelli di autonomia personale

Udine una casa ‘intelligente’ per gli studenti disabili (© AdobeStock | Picture-Factorydisabili)

UDINE - Una casa tecnologicamente avanzata, dotata dei sistemi domotici più all'avanguardia per ospitare al meglio studenti universitari in situazione di grave disabilità fisica. Quello che fino a oggi era solo un bel sogno, sta per diventare realtà grazie a un accordo tra l'ateneo friulano e l'amministrazione comunale, che per i prossimi tre anni metterà a disposizione un innovativo appartamento in via Colugna 120. Il rettore dell'Università di Udine, Felice De Toni, e il sindaco di Udine, Furio Honsell, affiancato dall'assessore alla Salute, Simona Liguori, firmeranno il 15 marzo, alle 17, proprio nell'alloggio di via Colugna, un protocollo d'intesa che darà attuazione al progetto Civis (Casa intelligente per una vita indipendente e solidale). «Con questo accordo diamo seguito a un progetto avviato negli anni insieme con la Regione e con la Fondazione Snaidero per la realizzazione di una casa intelligente, accessibile e abilitante all'autonomia – spiega il sindaco Honsell –. Completata la prima fase della sperimentazione non poteva esserci modo migliore per valorizzare e testare un modello abitativo innovativo di quello offerto da questa intesa in favore del diritto allo studio delle persone diversamente abili». «L’attenzione verso lo studente è uno dei punti su cui l’ateneo lavora con maggiore energia e determinazione – ha spiegato il rettore De Toni - . Offrire nuove opportunità per gli studenti significa arricchire i servizi offerti per rendere migliore la loro vita durante il percorso universitario. La Casa Domotica rientra a pieno titolo nelle opportunità offerte agli studenti e interpreta anche la particolare attenzione dell’Università di Udine verso gli studenti con diversi gradi di abilità».

Tecnologicamente attrezzato
Frutto di un intervento di recupero strutturale e funzionale realizzato nel 2013 dal Comune di Udine e dalla Fondazione Snaidero, in collaborazione con Friuli Innovazione e con il contributo della Regione, questo appartamento si presenta come un ambiente opportunamente progettato e tecnologicamente attrezzato con sistemi domotici per il controllo e l'uso dei diversi impianti (elettrico, di climatizzazione, di sicurezza, di autonomia domestica, ecc.). «Un percorso di salute per persone diversamente abili frutto di un lavoro in rete tra istituzioni – è il commento dell'assessore Liguori –. È un'iniziativa importante perché al di là di tutto può portare a un miglioramento concreto della qualità della vita delle persone». Con questo accordo Comune e ateneo avviano una sperimentazione triennale che consisterà nell'uso della predetta abitazione da parte di studenti universitari iscritti all'ateneo udinese in condizioni di grave disabilità fisica, inseriti in percorsi riabilitativi che possono risultare facilitati proprio dall'utilizzo di un'abitazione domotica. Il protocollo sottoscritto dai due enti prevede che l'amministrazione comunale metta a disposizione l'appartamento, mentre l'Università si occuperà di individuare gli studenti da coinvolgere nel progetto e definire le modalità di gestione dell'abitazione. Referenti di entrambe le parti collaboreranno alle attività di verifica e valutazione dell'andamento del progetto.

Gli obiettivi del progetto
Scopo del progetto è quello di favorire l'innalzamento dei livelli di autonomia personale, nella gestione delle attività della vita quotidiana, dei giovani beneficiari del progetto nel rispetto delle specifiche esigenze di riabilitazione di ciascun soggetto e dei suoi ritmi individuali di recupero, considerando che la presenza di sistemi domotici facilita la fruibilità dell'alloggio e rende più attiva e indipendente la persona che vi abita. Va sottolineato inoltre che questa soluzione offre la possibilità di sperimentare un modello abitativo fondato sia sulla convivenza di soggetti che hanno in comune la giovane età, la condizione di disabilità fisica (anche se di tipologie magari diverse fra loro e di diverso livello di gravità) e lo status di studente universitario, sia su una proposta di approccio relazionale potenzialmente caratterizzato da fattori di socializzazione, reciproca collaborazione e cooperazione di gruppo.