27 luglio 2017
Aggiornato 00:30
chiarezza sul futuro

Capigruppo con i sindaci della Bassa Friulana sulla riforma sanitaria

Un incontro in vista della mozione che contiene la richiesta di una revisione della riforma considerata penalizzante

Capigruppo con i sindaci della Bassa Friulana sulla riforma sanitaria (© Regione Friuli Venezia Giulia)

UDINE - La riforma sanitaria è considerata penalizzante dall'area della Bassa Friulana, così i sindaci di Lignano Luca Fanotto, Latisana Daniele Galizio, Pinzano Emanuele Fabris, Ronchis Manfredi Michelutto, Carlino Diego Navarria hanno incontrato in Consiglio regionale i capigruppo per esporre le loro ragioni, anche in vista della mozione all'ordine del giorno dell'Aula che contiene la richiesta di una revisione della riforma stessa.

A parlare a nome di tutti Luca Fanotto, che ha messo in rilievo come l'Uti Riviera-Bassa Friulana intenda fare chiarezza sul futuro dell'ospedale di Latisana che, numeri alla mano, è un presidio importantissimo per una zona già  di per sè vasta, che poi d'estate subisce un'impennata di presenze turistiche che gravitano su Lignano, in molte giornate anche oltre 200.000 persone.

Allo stato attuale l'offerta sanitaria è stata drasticamente ridotta a seguito della chiusura del Punto nascite di Latisana, che si è portata dietro le inevitabili conseguenze che hanno toccato la pediatria, la ginecologia, l'ostetricia.
Inoltre, dei 500 parti, solo 46 sono andati a Palmanova e il depauperamento di reparti e personale, che era altamente
qualificato e conosciuto in tutta Italia, ha provocato un abbattimento della capacità  attrattiva da fuori regione che
l'ospedale esercitava, soprattutto verso il Veneto.

Le richieste, che la Regione sembrava voler accogliere, erano per la garanzia di una guardia medica pediatrica h24 al pronto soccorso di Latisana con l'adeguamento del personale, la costruzione di una piazzola per l'elisoccorso (anche notturno), un cronoprogramma certo sugli investimenti di 20 milioni per una serie di migliorie da realizzare.
Di tutto ciò oggi non si vede nulla. Può essere comprensibile un periodo transitorio in cui non tutto è a regime, ma il timore è che le attese non avranno un seguito.

Questi dati - in conclusione - dovrebbero imporre quanto meno una seria riflessione che porti a capire se sono stati o meno raggiunti gli obiettivi fissati.