29 maggio 2020
Aggiornato 06:00
Energia

Sergo, l'elettrodotto Udine Ovest-Redipuglia non s'ha da fare

Molte per capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio regionale le incongruenze emerse nel racconto che il direttore di Terna, Stefano Conti, ha fatto in IV Commissione consiliare sulla realizzazione dell'impianto
Sergo, l'elettrodotto Udine Ovest-Redipuglia non s'ha da fare
Sergo, l'elettrodotto Udine Ovest-Redipuglia non s'ha da fare Regione Friuli Venezia Giulia

UDINE - Molte, per Cristian Sergo, capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio regionale, le incongruenze emerse nel racconto che il direttore di Terna, Stefano Conti, ha fatto in IV Commissione consiliare sulla realizzazione dell'elettrodotto Udine Ovest-Redipuglia. "Non si capisce perché - afferma il pentastellato - i costi siano lievitati di ben 16 milioni di euro dopo la sentenza del Consiglio di Stato, senza una motivazione plausibile. E perché si sia voluto continuare con questo progetto quando da sette anni si sta lavorando a un elettrodotto sottomarino che metterà in collegamento direttamente la Slovenia con il Veneto. E perché le linee della nostra regione vengano considerate da Terna, a piacimento, o vetuste o sovraccariche quando finora hanno saputo reggere le situazioni di maggiore criticità.

"Nel luglio del 2015, Terna sosteneva di aver realizzato il 70% dell'opera, avendo speso 70 dei circa 100 milioni di euro dell'investimento previsto. Oggi abbiamo scoperto che dopo lo stop arrivato con la sentenza del Consiglio di Stato, la società avrebbe speso 86 milioni di euro. Come sono stati spesi questi 16 milioni in più?", si chiede Sergo che punta il dito anche contro l'iter procedurale. "Davanti al Tar, Terna ha sostenuto che ha dovuto rinnovare tutto
l'iter procedurale e le garanzie richieste. Oggi ha affermato il contrario. Il direttore Conti ha più volte insistito sul fatto che altre ipotesi, come quella interrata richiesta dai sindaci coinvolti e dal MoVimento5Stelle, non erano sostenibili da un punto di vista tecnico e, a detta sua, ambientale.

"Affermazioni claudicanti che contrastano con il fatto che da 7 anni Terna sta lavorando al progetto dell'elettrodotto interconnector a 380 kV da 1.000 mW che collegherà Divaca, in Slovenia, con Salgareda, in Veneto. Quest'opera, voluta con legge dello Stato nel 2009, costerà ai cittadini italiani 869 milioni di euro - rivela il consigliere del M5S -. Opera che sarà non solo interrata, ma addirittura sottomarina e senza neanche uno di quei piloni che stanno devastando il territorio del Friuli. Un progetto che dimostra una volta di più l'assurdità dell'elettrodotto aereo Udine Ovest-Redipuglia.

"Per i vertici di Terna, le nostre linee sono vetuste oppure sovraccariche, comunque a rischio blackout. Il tutto per rivendicare l'importanza strategica di quest'opera. I fatti intanto dicono che la rete del Friuli Venezia Giulia finora ha retto senza grossi contraccolpi. Se invece di perdere sette anni di tempo si fosse già realizzato l'elettrodotto italo-sloveno, avremmo risolto entrambe le criticità. Ecco perché si dovevano considerare tutte le alternative possibili, cosa che questa procedura di Via non ha mai fatto e quindi è giusto il ricorso dei sindaci.

"Anche la minaccia della Danieli-Abs di delocalizzare non sta più in piedi, visto che hanno potuto investire centinaia di milioni di euro e fare opere di efficientamento energetico grazie alla linea attuale. Abs - conclude Sergo - ha infatti appena ottenuto la certificazione energetica che le farà ottenere enormi risparmi".