22 luglio 2017
Aggiornato 12:30
La proposta

Gioco d'azzardo: stop ai contributi regionali per chi installa slot machine

Presentato da Gregoris (Cittadini) testo di modifica della legge regionale 1 del 2014. Tra le novità, il divieto di pubblicità sul territorio regionale

Nuova proposta di legge contro il gioco d'azzardo (© Adobe Stock)

UDINE - Il presidente del Comitato ristretto sul gioco d’azzardo, Gino Gregoris, ha presentato in III Commissione Consiliare il testo di modifica della legge regionale 1 del 2014 per il contrasto al gioco d’azzardo patologico in Friuli Venezia Giulia. Gregoris, dopo aver sottolineato l’importante contributo derivante dalla collaborazione con i tecnici della sanità e della direzione attività produttive, ha illustrato brevemente le novità introdotte dal nuovo testo: divieto di pubblicità sul territorio regionale, agevolazioni e penalizzazioni collegate alla tassazione di competenza regionale e lo stop ai contributi della Regione per gli esercizi che decidono di continuare a guadagnare dalle slot machine.

«Neanche un euro di contributi regionali finirà agli esercizi pubblici e alle attività commerciali che al loro interno avranno installate le cosiddette 'macchinette' – ha precisato il consigliere regionale dei Cittadini – infatti se fino a oggi era prevista solo una penalità, d’ora innanzi l’assenza di apparecchiature per il gioco d’azzardo costituirà criterio essenziale per ottenere dei finanziamenti. A questo si aggiunge la l’aumento dello 0,92% sull’Irap per chi continua a tenere le slot machine, mentre per chi vi rinuncia è previsto lo 0,92% in meno a titolo di premio». «Sono misure particolarmente forti – ha spiegato Gregoris – ma necessarie, per introdurre elementi di concretezza che permettano di superare quelle formule accademiche che molto spesso impediscono di giungere a qualunque risultato».

Gregoris ha infine lodato l’impegno dei componenti del comitato: «Da parte di tutti - ha dichiarato – c’è stata partecipazione, passione e determinatezza per contribuire a risolvere quello che è universalmente riconosciuto come una piaga sociale. Al di là delle differenze di visione sul metodo, per l’unità di intenti che è stata manifestata, mi auguro che l’aula possa arrivare ad esprimere un voto unanime».