24 settembre 2020
Aggiornato 03:00
Verso il 2018

Salmè lancia la 'rivoluzione udinese' per conquistare palazzo d'Aronco

E' stato il primo candidato a sindaco a uscire allo scoperto: sarà alla guida di Fiamma Nazionale e di altre civiche che si riconoscono nei valori della destra nazionale. Più sicurezza e 'prima gli italiani' i suoi cavalli di battaglia

UDINE - «Ventidue anni di governo della sinistra hanno disintegrato la nostra identità, serve una ‘rivoluzione’ udinese». Si presenta così Stefano Salmè, candidato sindaco alle comunali del 2018 con Fiamma Nazionale, una vita politica dentro le formazioni di centodestra. Ha militato ed è stato consigliere comunale di Forza Italia, ma ora è tornato alle origini, a quella destra che vuole battere il centrosinistra di Udine che, a suo dire, «ha scientificamente portato avanti un piano per sostituire gli italiani di Udine con immigrati extraeuropei». E a Salvini che «pure ha reso nazionale la Lega», preferisce sicuramente la Meloni.

Dunque, lei ha deciso di presentarsi come candidato sindaco con Fiamma Nazionale.
«La mia candidatura a sindaco è sostenuta non soltanto da questa lista, ma da una coalizione. Una coalizione più civica che strettamente politica»
E quali sono le altre liste che l’appoggeranno?
«Oltre a Fiamma Nazionale, il Movimento che mi onoro di rappresentare a livello nazionale, ho ricevuto il sostegno di Ernesto Pezzetta, segretario provinciale del Movimento Nazionale per la Sovranità (il neo movimento di Storace e Alemanno) e della lista civica ‘Io Amo Udine. Non escludo che altre liste civiche possano ulteriormente arricchire la nostra coalizione».
In che rapporti siete con Casapound e le altre formazioni più estreme?
«I rapporti con i militanti e dirigenti udinesi di tutte le formazioni di destra sono di fraterna amicizia. Gli ideali che ci spingono a fare politica sono gli stessi».
La mia idea è che lei si presenti come candidato sindaco per poi fare un eventuale accordo al ballottaggio in caso di vittoria del centrodestra e chiedere un posto al sole. E’ così?
«Se tutti i partiti di destra nazionale si convinceranno della bontà della mia candidatura, con l’appoggio di altri movimenti civici, saremo noi ad arrivare al ballottaggio e a sfidare il candidato sindaco di centrosinistra. Nell’eventualità che questo non accadesse e dovessimo optare per un sostegno al candidato del centrodestra, escludo nella maniera più categorica una mia presenza nel governo della città. L’unico posto al sole sarà quello che mi daranno i cittadini con il loro voto, portandomi in Consiglio comunale».
Eppure, la frantumazione nel centrodestra udinese è un dato costante…
«Il centrodestra saprà ricomporsi, ma il punto non è la geografia politica ma un progetto per la nostra città. 22 anni di governo della sinistra hanno disintegrato la nostra identità, serve una ‘rivoluzione udinese’, nel senso etimologico del termine, cioè un ‘ritorno alle origini’, che sappia restituire a Udine il posto che le spetta».
Concorda sul fatto che il centrosinistra ha sempre vinto a Udine perché ha saputo presentare candidati più forti?
«Credo che la sinistra abbia vinto nel passato perché ha saputo coltivare con spregiudicatezza un’ampia collezione di clientele. Dopo 22 anni di governo della sinistra la città ha drammaticamente bisogno di un ricambio fisiologico. Il punto centrale sarà proprio far comprendere questo. Ma sono ottimista, gli udinesi sono pronti a cambiare».
Proviamo a riepilogare: lei sicuramente, ma anche Loris Michelini con la civica che faceva capo a Ioan. E in ballo ci sono anche Alessandro Colautti ed Enrico Bertossi e magari si muoverà anche la Lega. Insomma, di nuovo divisi alla meta?
«È più informato di me sui fatti del ‘teatrino della politica’, dal quale sto accuratamente lontano. A me interessano solo i cittadini udinesi. Da sindaco porterò Udine al centro della vita politica nazionale».
Immagino che il suo cavallo di battaglia sarà la sicurezzza…
«La sicurezza è uno diritto del cittadino e lo Stato la deve garantire anche consentendo ai cittadini di difendersi. Il punto però prioritario è reagire immediatamente alla ‘sostituzione etnica’ che la sinistra sta portando a compimento dopo 22 anni di governo. Nei nostri asili, nelle nostre scuole elementari, c’è la fotografia della Udine futura, una città invasa, dove gli stranieri saranno maggioranza in pochi anni. I dati numerici veri, tra l’altro, vengono accuratamente nascosti, con la complicità dei giornali locali di sinistra».
Quali sono state a suo avviso le cose peggiori della giunta Honsell?
«La sinistra ha scientificamente portato avanti un piano per sostituire gli italiani di Udine con immigrati extraeuropei. Lo ha fatto utilizzando le risorse del Comune (che dovevano servire per incentivare la natalità italiana, aiutare l’imprenditoria giovanile locale, sostenere le famiglie italiane con un genitore anziano non autosufficiente), per incentivare l’arrivo di migranti. Il tam tam degli immigrati, fatto con gli smartphone regalati da Pantalone italiano, ha trasformato Udine nella Lampedusa del Nord. I veri profughi ormai sono gli italiani di Udine che non arrivano a fine mese, spesso senza una casa, o, al più, con un alloggio popolare che non garantisce il riscaldamento e l’acqua calda, come è successo nel quartiere Di Giusto».
Le piace Salvini e lo vede come leader del centrodestra?
«Salvini ha avuto il grande merito di aver trasformato le Lega Nord in un partito nazionale ma come leader del centrodestra io voterei senza esitazioni per Giorgia Meloni».
Eppure la Lega sta incassando voti della destra storica…
«Salvini conquista legittimamente voti nell’area della destra storica a causa della divisione della nostra area. Il processo di ricomposizione della destra italiana è però in corso. Quando sarà completato sarà la destra nazionale a guidare la coalizione di centrodestra, o meglio ‘sovranista’, che dovrà guidare la Nazione nei prossimi anni».
Un’ultima domanda: voi divisi; centrosinistra pure. Come dire che tutti state portando acqua alla casa di Grillo?
«I cittadini grillini hanno votato per il Movimento 5 Stelle per un sacrosanto rifiuto della degenerazione della casta politica ed economica che ha governato l’Italia. I fatti però dimostrano l’inconsistenza dei loro amministratori. Nessun udinese vorrebbe vedere amministrata la nostra città come la Roma di Virginia Raggi. I dati delle ultime elezioni amministrative in Fvg mostrano poi la debolezza del movimento grillino nella nostra regione. La sfida a Udine sarà tra la sinistra e la coalizione civico-politica da me rappresentata».