A Pontebba

Buco nella Pro Loco: la disperazione dell'ex presidente

Marizio Narcisi ha raccontato il suo momento di difficoltà, dopo tre anni di reddito zero: "La disoccupazione che si prolunga per lungo tempo è un vortice che ti trascina nell’abisso, sopprimendo ogni speranza di risalita"

Una veduta di Pontebba (© Wikipedia)

PONTEBBA – Ha destato molto scalpore a Pontebba la notizia della destituzione del presidente della Pro Loco, Maurizio Narcisi, per un ammanco di qualche migliaia di euro dalle casse del sodalizio. Una vicenda che potrebbe avere un seguito giudiziario, ma che intanto ha portato alla nomina di un nuovo presidente, Walter Gitschtaler.

Proprio Narcisi ha deciso di uscire allo scoperto e di pubblicare, sul suo blog, una lettera aperta di scuse indirizzata ai cittadini di Pontebba: «Nella vita può accadere di diventare dei delinquenti, con o senza virgolette: per abitudine oppure disperazione. Il secondo caso mi appartiene, ma non per questo mi concedo delle attenuanti, bensì mi ritengo ancora più colpevole perché debole nei confronti delle difficoltà esistenziali che possono accadere ad un essere umano». Un momento difficile quello attraversato da Narcisi, che continua: «Quand’ero vivo, lavoravo e avevo un reddito, era tutto diverso. La disoccupazione che si prolunga per lungo tempo è un vortice che ti trascina nell’abisso, sopprimendo ogni speranza di risalita. Così, giorno dopo giorno; mese dopo mese. Da più di tre anni sono a reddito zero. Sopravvivo grazie alla pensione di mia madre, ed è umiliante per una persona che ha sempre lavorato prima di rimanere in mezzo ad una strada».

«A un certo punto - prosegue l'ex presidente - lo stillicidio penetra talmente in profondità nel cervello da farti perdere la necessaria lucidità psicologica in grado di garantire per lo meno il minimo riconoscimento consapevole delle proprie azioni. Se è vero che ogni problema ha una soluzione è anche appurato che molti non ce la fanno a superare l’ennesimo ostacolo, preferendo rinunciare definitivamente: perché la stanchezza mentale ha raggiunto il limite estremo, contagiando anche il fisico. Per quanto mi riguarda continuerò ad andare avanti sino a quando le forze me lo consentiranno, anche perché, come scritto in apertura, devo rimediare al danno inferto, su più livelli, alla Pro Loco Pontebbana e al mondo che ruota attorno ad essa. Chiedo ancora scusa agli interessati - conclude - e faccio mia la promessa ti togliere la residenza dal Comune di Pontebba quanto prima, anche se con dolore, poiché lo ritengo un atto dovuto per quanto provocato con le mie azioni».