Liberazione

25 aprile: negata alla Fiamma Nazionale la presenza in piazza

La Questura ha convocato Salmè per comunicargli la decisione. "Avevo espresso la volontà di fare un gesto di omaggio ai partigiani bianchi che hanno difeso con il proprio sangue l'italianità della nostra regione", ha commentato

Le celebrazioni del 25 aprile (© Diario di Udine)

UDINE – Qualche giorno fa aveva annunciato l’intenzione di presentarsi in piazza per le celebrazioni del 25 aprile. Ma mercoledì è arrivato lo stop da parte della Questura di Udine e così Stefano Salmè (candidato sindaco per ‘Fiamma Nazionale’) non potrà essere in piazza libertà per la ricorrenza della Liberazione. Un gesto, quello di Salmè, che è ‘suonato’ come provocatorio nei confronti di chi, il 25 aprile, va in piazza per celebrare la cacciata delle forze nazifasciste dal Paese.

«La nostra presenza – ha spiegato Salmè – ovviamente non avrebbe avuto nulla a che fare con i nipoti di quei partigiani rossi che tifavano affinché i ‘fratelli jugoslavi’ portassero il confine sul Tagliamento e che, a tal fine, trucidarono i 17 Patrioti della Osoppo che difendevano anche il confine orientale dalle pretese titine. Nessun titolo – ha aggiunto – hanno quindi i nipotini di quei partigiani di monopolizzare questa ricorrenza in Friuli Venezia Giulia».

Nonostante Salmè abbia garantito una presenza in piazza «composta e rispettosa», con l’esposizione di Tricolori «simbolo della nostra identità tradita», la Questura ha preferito evitare problemi. «Avevo espresso la volontà, da candidato sindaco di Udine, di fare un gesto di omaggio ai partigiani bianchi che hanno difeso con il proprio sangue l'italianità della nostra regione – ha commentato Salmè –. Mi viene vietato. Nei prossimi giorni deciderò la scelta giusta da prendersi, spinto da un lato a risparmiare alla mia famiglia il calvario che mi attenderebbe se decidessi di esercitare un mio diritto calpestato, dall'altro ricordando il sacrificio dei nostri nonni per garantirci libertà e democrazia».