23 settembre 2019
Aggiornato 16:00
Il caso

Fvg deferito alla Corte Europea per il bonus carburante

La Regione è convinta di aver agito correttamente. Per il consigliere Riccardi, l'ingerenza dell'Ue mette a rischio l'autonomia
A rischio il bonus carburante
A rischio il bonus carburante Diario di Udine

FVG – Il Friuli Venezia Giulia finisce nel mirino per il bonus carburante. La Commissione Europea, infatti, ha deciso di deferire alla Corte di Giustizia dell’Ue l'Italia per la mancata applicazione dell'aliquota di accisa nazionale a benzina e diesel acquistati dagli automobilisti residenti in Fvg. Bruxelles considera questa concessione come una riduzione, e come tale un ostacolo al corretto funzionamento del mercato interno, e una violazione delle norme dell'Ue. In sostanza le riduzioni regionali, come quella concessa dall'Italia, non sono consentite dalla direttiva e costituiscono una violazione del diritto Ue.

La replica della Regione
«Convinti delle nostre ragioni, ci rimettiamo con fiducia al giudizio della Corte di giustizia europea». Così l'assessore regionale alle Finanze del Friuli Venezia Giulia, Francesco Peroni, ha commentato la notizia. L'assessore ha ribadito le motivazioni sulle quali si fonda la correttezza dell'operato della Regione. La Commissione, come ha sottolineato Peroni, ha individuato nello sconto una riduzione delle accise, configurando un contrasto con quanto previsto dalla Direttiva comunitaria sulla tassazione dei prodotti energetici. «In realtà - ha spiegato l'assessore all'Energia Sara Vito - formalmente e sostanzialmente non si tratta di una riduzione, ma di un contributo al consumatore, non censurabile quindi e adottato nel rispetto della regolamentazione europea sulla materia». «Infatti, secondo tutte le opportune motivazioni, anche giuridiche, che abbiamo già fornito in passato, l'agevolazione introdotta dal Friuli Venezia Giulia non viola la concorrenza e - ha concluso - può a nostro giudizio essere ammissibile».

La posizione di Riccardi
«La decisione della Commissione Europea è l’esempio di quell’Europa che non vogliamo. Serracchiani apra nei confronti del Governo, anche alleandosi con gli altri governatori del nord, il tema della ‘questione settentrionale italiana’ contro questa decisione perché chi pensa solo alla benzina non comprende il pericolo che il Fvg ha di fronte». Lo dichiara il Capogruppo di Forza Italia in Consiglio Regionale Riccardo Riccardi.  «La cosa - prosegue Riccardi - è di una gravità estrema e se la giunta non dimostra di saper difendere, per una volta, non solo gli interessi ma i diritti sacrosanti del Friuli Venezia Giulia, possiamo dire addio alla nostra Autonomia, che non è altro che la possibilità di decidere per sé sulla base delle particolarità del territorio e della sua posizione: nel nostro caso, la vicinanza con due confini di Stato».