7 luglio 2020
Aggiornato 21:00
misure di sostegno

Fondo per le vittime del terrorismo: Peroni, solidarietà contro la violenza

Il regolamento configura come beneficiari sia coloro che abbiano riportato un'invalidità permanente e sia i familiari superstiti. Fondamentale la retroattività del provvedimento: potrà presentare domanda chi ha subito gli effetti di un attentato terroristico accaduto dopo il 1° gennaio 2016
Francesco Peroni (Assessore regionale Finanze, Patrimonio, Coordinamento e Programmazione Politiche economiche e comunitarie) nell'Aula del Consiglio regionale del FVG
Francesco Peroni (Assessore regionale Finanze, Patrimonio, Coordinamento e Programmazione Politiche economiche e comunitarie) nell'Aula del Consiglio regionale del FVG

PORDENONE - «Una forma di sostegno che ci auguriamo in futuro non serva a nessun cittadino del Friuli Venezia Giulia, ma che ha il merito di venire incontro a quelle famiglie di corregionali che nel recente passato hanno subito un grave lutto a causa del terrorismo internazionale». Così l'assessore regionale alle Finanze Francesco Peroni ha commentato l'odierna approvazione in via definitiva da parte della Giunta del regolamento per l'accesso al Fondo di solidarietà destinato alle vittime di atti di terrorismo internazionale e ai loro familiari superstiti, che il Consiglio aveva istituito nel luglio dello scorso anno, dopo l'assalto degli estremisti islamici dell'Isis a un ristorante di Dacca, capitale del Bangladesh, in cui erano stati uccisi due imprenditori della regione, Marco Tondat di Cordovado e Cristian Rossi di Feletto Umberto.

 


Fondamentale in questo caso la retroattività del provvedimento, in quanto potrà presentare domanda chi ha subito gli effetti di un attentato terroristico accaduto dopo il 1° gennaio 2016.
Il regolamento configura come beneficiari sia coloro che abbiano riportato un'invalidità permanente e sia i familiari superstiti, come nel caso dei due sfortunati imprenditori friulani.
Condizione per l'accesso alle misure di solidarietà, essere (stati) residenti in Friuli Venezia Giulia o esservi nati e avervi abitato almeno fino a due anni prima della data dell'evento terroristico.

Da un punto di vista contabile il Fondo, come previsto dalla legge di assestamento di Bilancio del 2016, ammonta a 100.000 euro.

Più dettagliatamente, a coloro i quali verranno riconosciuti i requisiti per accedere al Fondo regionale verranno offerte due opzioni alternative di sostegno. La prima consiste in un contributo una tantum di 20 mila euro per le persone rimaste invalide, e di 5 mila euro per ciascuno dei familiari superstiti. La seconda soluzione consiste nel richiedere un contributo per cinque anni alle spese di istruzione dei figli, in tutte le scuole di ogni ordine e grado (con il limite annuo di mille euro) e nelle università (2 mila euro); un sostegno alle spese di locazione di un immobile destinato ad abitazione principale (tetto di 6 mila euro); e ancora agevolazioni (fino a cinquecento euro) all'uso dei mezzi di trasporto pubblico locale. «Quella del Friuli Venezia Giulia è una risposta di solidarietà contro la violenza", queste ancora le parole l'assessore Peroni, il quale ha sottolineato che «la nostra Regione, unica in Italia assieme alla Toscana, si è dotata di uno strumento concreto rivolto alle vittime del terrorismo internazionale: quella forma subdola e crudele di violenza la quale, non va mai dimenticato, non guarda in faccia a nessuno e colpisce le persone senza distinzione di razza, di condizione sociale, di religione e di età».