22 novembre 2019
Aggiornato 05:30
Un settore in crescita

‘Maestri di Mestieri’: 56 bimbi gelatieri per un giorno

I piccoli assaggiatori non hanno avuto molti dubbi: vince il cioccolato, capace di sbaragliare anche l’inossidabile fragola, a guidarli in questa avventura golosa c’era Giorgio Venudo
In provincia di Udine sono 98 le gelaterie, 7 di più rispetto al 2008 l’anno d’esordio della crisi
In provincia di Udine sono 98 le gelaterie, 7 di più rispetto al 2008 l’anno d’esordio della crisi

UDINE - L’estate è alle porte e torna la voglia di gelato. Quale sarà il gusto culto quest’anno? A eleggerlo sono stati i 56 piccoli allievi del ‘Maestro di mestiere’ Giorgio Venudo che li ha guidati alla scoperta del fantastico e gustoso mondo del gelato. I piccoli assaggiatori non hanno avuto molti dubbi: vince il cioccolato, capace di sbaragliare anche l’inossidabile fragola. ‘I gusti tradizionali, fatti bene, con materie prime di ottima qualità, la fanno ancora da padroni - assicura l’artigiano -. Le stranezze lasciamole alle industrie che operano con i semi lavorati’, non con il latte del territorio, con la frutta a chilometro zero, con uova di galline allevate a terra e panna fresca. Ingredienti che sono ragione di un gelato che si scioglie in bocca e che i piccoli alunni della scuola Ippolito Nievo di Lignano Sabbiadoro hanno potuto toccare con mano, lavorare vestendo per un giorno i panni dei gelatai e naturalmente assaggiare.

‘Maestri di Mestieri’
Il progetto si chiama ‘Maestri di Mestieri’ e ha l’obiettivo di avvicinare i bambini delle scuole primarie al lavoro artigianale inteso nei suoi aspetti di creatività, progettualità, manualità e cultura. Promosso dal Movimento Donne Impresa di Confartigianato Udine, quest’anno è stato realizzato solo grazie al sostegno del Comune di Lignano Sabbiadoro.  Dopo anni di contributo pubblico, che aveva consentito di coinvolgere fino a 2.240 alunni (nel 2013/14), quest’anno il progetto non ha infatti ricevuto il ‘consueto’ finanziamento regionale ed ha rischiato di essere cancellato non fosse intervenuto - complice l’entusiasmo della dirigente scolastica Maria Cacciola - l’ente locale. Così sono stati realizzati alcuni laboratori. Tre di oreficeria-gioielleria condotto dall’artigiana Laomi Scanavini, uno di legatoria realizzato da Eva Seminara e ancora uno sull’arte del gelato tenuto appunto da Venudo all’interno dell’azienda lignanese Frigomec. Divisi in gruppi, i piccoli hanno contribuito alla preparazione di sorbetti e gelati con prodotti freschi e di qualità.

Settore in crescita
A proposito di gelaterie, in provincia, considerando le attività artigiane che si dedicano al gelato in modo esclusivo (al netto di pasticcerie e bar), ce ne sono 98 di attive, 7 di più rispetto al 2008 considerato convenzionalmente come l’anno d’esordio della crisi. La fa da padrona Udine con 23 gelaterie (15 nel 2008) seguita da Lignano Sabbiadoro con 10 (contro le precedenti 8). Si può dire insomma che il gelato non conosca crisi. Le gelaterie crescono. E cambiano. Come è ancora Venudo, consigliere nazionale dei mestieri dolciari e presidente regionale dei gelatieri di Confartigianato, a raccontarlo. ‘Oggi c’è grande sensibilità per le materie prime, che devono essere di alta qualità. Dal latte alla panna passando per gli addensanti rigorosamente naturali come i semi di carrube e ancora la frutta e le uova. C’è sempre più intolleranza a determinati prodotti e quindi oltre alla qualità diventa importante garantire la trasparenza. Far sì che il cliente sappia esattamente cosa c’è all’interno del gelato’.  Calorie comprese. Venudo sfata un mito. ‘Non è vero che ne ha molte. Cento grammi (una pallina ne pesa poi dagli 85 ai 95) di gelato alla frutta  si aggirano intorno alle 140 calorie, le creme sono sulle 160’. E’ il cioccolato che ‘rovina’ la media schizzando a 240, anche 260. Nessuno però gli resiste. ‘Dà buon umore, molta energia e non ingrassa’ garantisce il gelatiere artigiano mettendo infine in guardia dagli eccessivi colori e volumi.  ‘Il gelato buono - conclude - ha colori tenui e non è troppo pompato’.