25 agosto 2019
Aggiornato 00:30
Sabato 13 maggio dalle 16 alle 19

A Qucinando torna l'alta cucina naturale di Davide Larise

Argomento della lezione pratica sarà l’alta cucina naturale e prevede la preparazione di tre ricette sugli insegnamenti di tre scuole di pensiero: l’antroposofia, la dietetica cinese e la ayurveda
A Qucinando torna l'alta cucina naturale di Davide Larise
A Qucinando torna l'alta cucina naturale di Davide Larise

PORDENONE - Dopo il successo del primo corso, torna a Qucinando, l’accademia di cucina di Pordenone, Davide Larise. L’appuntamento con il braccio destro di Pietro Leemann al Ristorante Joia di Milano, unico ristorante vegetariano/vegano stellato d’Europa, è per sabato 13 maggio dalle 16 alle 19. Argomento della lezione pratica, che si concluderà con la degustazione dei piatti prepararti abbinati a 2 vini biologici di un’azienda locale, sarà l’alta cucina naturale e prevede la preparazione di tre ricette: il Giardino (zucchina ripiena di crema di tofu all’origano, carota 'limonata' ed erbe fresche); Nido estivo (pomodoro ripieno di paté di melanzane, su verdure sottili e saraceno croccante, al profumo di sesamo; Sfericità (delicato paté di ceci, frolla al saraceno e salse colorate).

La cucina di Davide Larise
Davide Larise, 35enne originario di Spilimbergo e diplomato come mosaicista, dopo essersi formato all’Alma di Gualtiero Marchesi e aver proseguito il proprio percorso professionale lavorando in ristoranti gourmet come Il Piccolo Lago, La Taverna di Colloredo e Agli Amici, è ora ambasciatore della cucina di Leemann che si basa sugli insegnamenti di tre scuole di pensiero: l’antroposofia, la dietetica cinese e la ayurveda ovvero la medicina tradizionale indiana. Una filosofia che si concretizza nell’utilizzo di cibo integrale o poco raffinato, cibo fresco, di stagione e proveniente da luoghi vicini. Tutto tassativamente biologico e biodinamico. Una cucina dunque sana e rispettosa dell’uomo e della terra, senza rinunciare a gusto, raffinatezza e bellezza. Al Joia Larise è anche responsabile dell’orto sinergico, dove si coltiva senza usare agenti chimici, ma sfruttando strategie naturali. Un’esperienza che gli piacerebbe riportare in futuro nel suo Friuli, creando un polo culturale del cibo dalla produzione alla cucina, valorizzando le eccellenze locali.