27 luglio 2017
Aggiornato 00:30
Dal 21 maggio prossimo

‘Amore e Psiche stanti’ simbolo di mostra di Illegio

La 13esima Mostra Internazionale, il cui titolo sarà ‘Amanti. Passioni umane e divine’ vedrà protagonista anche la scultura di Antonio Canova tra i tanti altri capolavori in esposizione

L’opera di Antonio Canova ‘Amore e Psiche stanti’ è stata scelta come simbolo della nuova mostra (© Illegio - Comitato di San Floriano)

ILLEGIO - ‘Amore e Psiche stanti’ di Antonio Canova sarà una delle protagoniste della mostra ‘Amanti. Passioni umane e divine’ che aprirà al pubblico il 21 maggio prossimo ad Illegio. Dopo l’esposizione del 2014 a Palazzo Tè di Mantova, seguita da quella a Villa Reale di Monza, lo splendido gesso canoviano, datato 1810 circa, sarà una delle celebrità del principale evento espositivo dell’estate. Don Alessio Geretti, curatore della Mostra Internazionale di Illegio, giunta ormai alla sua tredicesima edizione, la scorsa settimana aveva già svelato il titolo di questa nuova esposizione con un video su Facebook, sulla pagina ufficiale (Illegio - Comitato di San Floriano).

Ancora capolavori
Ora, invece, a far capolino è l’immagine simbolo che accompagnerà fino all’8 ottobre la rassegna internazionale, sempre svelata con un video su Facebook: «Scegliere tra i capolavori di una mostra quello che potrebbe rappresentarla è arduo - spiega don Alessio Geretti - specialmente quando a Illegio i capolavori di firma altissima sono molti. L’opera di Antonio Canova ‘Amore e Psiche stanti’ è stata scelta come simbolo, perché quando l’artista realizzò questa scultura riuscì ad infondere nelle forme una dolcezza, un pudore, un’innocenza e un’intensità struggenti. Sono la sintesi - è il messaggio di don Alessio - di quello che vogliamo dire: Amore è un dio e ci ricorda che l’amore è una forza che viene da Dio; Psiche è l’anima dell’uomo e ci rammenta che noi siamo i protagonisti delle avventure dell’amore; e quella farfalla delicata scambiata tra i due è appunto l’anima stessa, bellissima e transitoria, che aspira all’immortalità, perché l’amore vuole il ‘per sempre’. A Illegio ascolteremo questo e molti altri racconti attraverso tante altre opere».

Cosa aspettarsi
«Amanti. Passioni umane e divine - conclude don Alessio Geretti - cercherà di risvegliare in tutti noi una domanda formidabile ed emozionante: che cos’è l’amore? In quell’intreccio benedetto e accidentato, carico di sospiri incantati e di malinconie struggenti che è la nostra vita, ci domandiamo da sempre cosa sia davvero l’amore, e se ne saremo raggiunti e se ne saremo degni. La mostra di Illegio - continua il curatore - propone una risposta, ripercorrendo le storie dei grandi amanti, liete e tragiche, e i miti antichi che percorrono una vera e propria teoria dell’amore, descrivendo non tanto il sentire dell’uomo passato, ma quello dell’uomo di sempre e aiutandoci ad approdare alla speranza cristiana dell’amore Divino, quando il Consorte che scende dal cielo si presenta, di noi invaghito, domandandoci la mano e presentandoci il suo anello sorprendente. Questo troveremo ad Illegio: e attraverso il tocco delicato delle tavole dorate del Medioevo, o dei profili divini del Neoclassico, o con i brividi impetuosi dei chiaroscuri del Barocco e del Romanticismo, potremmo davvero tutti percepire ancora l’importanza di una domanda centrale, poiché chi sa amare sa vivere».