24 settembre 2020
Aggiornato 03:00
AR-LN

Mozione di Sibau e Zilli per l'apertura del centro per le malattie rare a Udine

Ci sono due strade parallele da percorrere: bandire immediatamente un concorso per un nuovo immunologo in modo da evitare il desolante pellegrinaggio dei nostri pazienti in Veneto e, al contempo, creare un reparto specializzato in immunologia e allergologia

UDINE - Attivare in regione un centro di riferimento per le immunodeficienze primitive, una unità immunoallergologica con un'equipe di medici specialisti che consenta ai pazienti affetti da queste malattie rare e gravi di evitare le trasferte in Veneto per le cure: questo l'obiettivo della mozione presentata nella sede di Udine della Regione dai consiglieri Giuseppe Sibau (Autonomia Responsabile) e Barbara Zilli (LN), assieme al vicepresidente dell'Associazione immunodeficienze primitive Andrea Gressani.

"Ho presentato una mozione - spiega Giuseppe Sibau, primo firmatario della mozione - per impegnare l'assessore Telesca a prevedere in Friuli Venezia Giulia un centro di riferimento immuno-allergologico per l'adulto con professionisti preparati anche sulle immunodeficienze primitive, come avviene già in Veneto. In questa località possono operare almeno tre specialisti in materia per garantire un servizio adeguato ai pazienti che soffrono di allergie, immunodeficienze primitive e patologie autoimmuni che, nel complesso, costituiscono circa un quarto della nostra popolazione regionale. Non si può dimenticare inoltre che le Idp sono un gruppo eterogeneo di duecento malattie congenite, gravi e rare, alla cui diagnosi si arriva spesso tardi perché non sempre vengono individuate. Molte di esse, però, risulterebbero curabili se identificate in modo tempestivo. Inoltre, le persone affette da Idp presentano, fin dalla nascita, un'aumentata predisposizione a infezioni e tumori, specie del gruppo leucemie e linfomi".

Barbara Zilli dal canto suo, aveva già presentato in Consiglio una interrogazione urgente all'assessore Telesca, ma la risposta data non è stata assolutamente soddisfacente: "Le carenze che impediscono un valido funzionamento del centro di Udine sono state denunciate da mesi. Ora che anche l'unico medico che si occupava dei pazienti ha scelto di trasferirsi altrove, la Regione colpevolmente offre soluzioni inadatte e insufficienti. Infatti, affidare la trattazione di casi così complessi alla reumatologia non è la giusta risoluzione del problema. Ci sono due strade parallele da percorrere: bandire immediatamente un concorso per un nuovo immunologo in modo da evitare il desolante pellegrinaggio dei nostri pazienti in Veneto e, al contempo, creare un reparto specializzato in immunologia e allergologia. Di fatto stiamo regalando agli altri le nostre eccellenze e caricando sulla collettività di ulteriori spese, visti i ricoveri e gli esami aggiuntivi a cui saranno sottoposti i pazienti: in una regione dove la sanità viene pagata con soldi nostri, non possiamo e non vogliamo un modello organizzativo di questo genere». I due consiglieri chiederanno che la mozione venga calendarizzata possibilmente già nella sessione di giugno del Consiglio regionale.