21 ottobre 2020
Aggiornato 23:30
Attività della Polizia di

Truffavano le agenzie assicurative: famiglia napoletana nei guai

L’indagine ‘Pwi’, che prende il nome dall’indirizzo e mail utilizzato dall’organizzazione, è iniziata alla fine del 2015, a seguito di una denuncia presentata dalla titolare di un’agenzia di Tolmezzo

AMARO - Si è conclusa un’operazione condotta dalla Sottosezione Polizia Stradale di Amaro che ha individuato un’organizzazione criminale responsabile di numerosi colpi ai danni delle agenzie assicurative di Udine e del nord Italia. 36 persone sono state rinviate a giudizio dalla Procura di Napoli per truffa e per uso di falsa documentazione (sia di circolazione che identificativa). Sono stati 150 i contratti assicurativi scoperti come falsi, con centinaia di migliaia di euro di danno economico arrecato alle compagnie assicurative. Gli inquirenti, però, pensano che il numero di polizze ‘lavorate’ sia notevolmente superiore.

Tutto è cominciato nel 2015 a Tolmezzo
L’indagine ‘Pwi’, che prende il nome dall’indirizzo e mail utilizzato dall’organizzazione, è iniziata alla fine del 2015, a seguito di una denuncia presentata dalla titolare di un’agenzia assicurativa di Tolmezzo, nella quale riferiva di una truffa posta in essere presso la propria agenzia. La squadra di Polizia giudiziaria di quella Sottosezione, attraverso specifiche attività investigative, individuava un sodalizio criminale, composto da elementi di origine napoletana, che agiva tra la provincia di Udine e altre zone del Nord e Centro Italia.
Il vertice del sodalizio criminale, individuato dopo una lunga e laboriosa attività di ricerca, è risultato essere strutturato all’interno di una famiglia, composta da tre fratelli (di cui una donna), e dalla moglie di uno di questi. Sostanzialmente il gruppo, facendo leva sulla diversificazione di tariffazione assicurativa tra Centro/Nord e Sud Italia, provvedeva a commercializzare polizze riguardanti mezzi regolarmente immatricolati nella provincia di Napoli e zone limitrofe, facendoli però illecitamente figurare immatricolati in provincie, come quella di Udine, dove l’indice del prezzario è molto inferiore. Il modus operandi adottato, molto ben architettato, si concretizzava sostanzialmente con la contrattazione diretta, via utenza mobile, della stipula della polizza assicurativa in agenzie dislocate nella provincia di Udine e in quelle di Padova, Vicenza, Bolzano, Vercelli, Torino, Bologna, Firenze, Isernia, Campobasso.

La documentazione era sempre trasmessa via posta elettronica
Il sodalizio criminale era in grado di falsificare, ovvero contraffare, varia documentazione, sia identificativa che di circolazione o fiscale; in effetti, a seconda dei casi, venivano forniti agli agenti assicurativi, carte d’identità, codici fiscali, visure camerali, certificati di proprietà, creati ad hoc, nonché carte di circolazione sulla quale erano stati applicati falsi tagliandi attestanti l’avvenuto passaggio di proprietà, a favore di privati, residenti nel Centro/Nord Italia. La peculiarità di questa documentazione, è quella di essere sempre trasmessa via posta elettronica: così facendo, l’unico contatto che gli aderenti al sodalizio criminale avevano con i titolari, ovvero con i dipendenti delle agenzie assicurative, era solamente a livello di contatto telefonico, mai personale; proprio per questo motivo, l’identificazione degli appartenenti all’associazione criminale è stata particolarmente difficoltosa, ed ha impegnato, per un lungo lasso di tempo, il personale della Sottosezione Polizia Stradale di Amaro. Da rimarcare che le agenzie assicurative dislocate nella provincia di Udine, e del Centro/Nord Italia, che materialmente provvedono a stipulare i contratti assicurativi, erano evidentemente all’oscuro dell’azione delittuosa posta in essere nei loro confronti.