22 ottobre 2020
Aggiornato 00:30
Alle 11 a Pontebba

Domenica si inaugura un tratto di ciclabile e scatta la polemica

Per Roberto Revelant, consigliere regionale di Autonomia Responsabile servono meno inaugurazioni e più concretezza nel concludere un'opera fondamentale per la montagna friulana

PONTEBBA - Domenica 28 maggio, a partire dalle 11, si terrà a Pontebba (in piazza Garibaldi, nella sede del Comune) l'evento di inaugurazione del tratto Resiutta-Moggio Udinese della ciclovia Alpe Adria Radweg alla presenza dell'assessore alle Infrastrutture del Friuli Venezia Giulia, Mariagrazia Santoro. L'opera è stata realizzata dalle Unioni territoriali intercomunali (Uti) del Gemonese e del Canal del Ferro-val Canale (finanziamento Par-Fsc 2007-2013). Al termine dell'inaugurazione prenderà il via la manifestazione ciclistica amatoriale 'Tutti in Bici sull'Alpe Adria da Pontebba a Resiutta e Moggio Udinese' che si snoderà su un percorso complessivo di 25 chilometri.

Un evento che non convince Roberto Revelant, consigliere regionale di Autonomia Responsabile, che invita a guardare alla vicina Austria. «Basta con le inaugurazioni di tratti lunghi poche decine di chilometri: meno tagli di nastri e più celerità. Questo ci vuole. In Austria c’è stata una sola inaugurazione e il tracciato è concluso da tempo. I cicloturisti e gli operatori attendono dal 2008 che si porti a termine un’opera strategica per il turismo del Friuli Venezia Giulia, in grado di collegare, senza interruzioni, Grado a Salisburgo. A questa 'autostrada' delle due ruote è bene si colleghino velocemente anche la Carnia, il Collio e la Val d'Arzino, in modo di valorizzare tutte le risorse di questa meravigliosa regione».

«In Italia – aggiunge Revelant – siamo perennemente in ritardo, che si tratti di dare risposte alle iniziative private ma peggio ancora nel caso di opere pubbliche, perdendo opportunità economiche significative soprattutto in un periodo di crisi come quello attuale. La ciclovia attraversa un territorio, e mi riferisco a quello che da Tarvisio giunge fino a Gemona, particolarmente penalizzato negli ultimi anni, dove lo spopolamento della montagna, la perdita di servizi, la crisi occupazionale ha portato notevoli disagi e un impoverimento generale. Per questo – evidenzia il consigliere di Ar – credo che una ciclovia completa rappresenterebbe un’opportunità in più per far girare l’economia locale, soprattutto grazie all’indotto che i cicloturisti potrebbero creare sul territorio, per la ristorazione, la ricettività, le piccole botteghe». Revelant conclude con una proposta: «Si avvii una ‘task forse’ per garantire che l'opera si completi entro il 2018 in tutte le sue parti, eliminando quelle criticità (che sono molte) legate alla promiscuità con i veicoli a motore. 10 anni credo possano essere sufficienti e spero non ci sia chi dica, come spesso accade in questo Paese, che la colpa è di quelli che sono venuti prima, visto che le precedenti elezioni si sono svolte nell’ormai lontano 2013».