Cure e assistenza

Novelli, riconoscere e valorizzare la figura del caregiver familiare

"Una totale carenza di supporto che ha gravi conseguenze sia sulla qualità della vita (in considerazione del perdurare della malattia dell'assistito), sia sugli aspetti sociali e soprattutto economici e lavorativi. Senza contare il fatto che continuare a seguire il malato nella propria casa può rappresentare un notevole risparmio per la società"

Novelli, riconoscere e valorizzare la figura del caregiver familiare (© Regione Friuli Venezia Giulia)

FVG - "Riconoscere, valorizzare e sostenere economicamente la figura del caregiver familiare (termine inglese che identifica colui che presta cure e assistenza) una figura fondamentale che risponde al bisogno affettivo, relazionale e di sicurezza del proprio caro, effettua il disbrigo di pratiche amministrative, si rapporta con gli operatori dei servizi e si prende cura - direttamente o con l'aiuto di terzi - del supporto alle funzioni di vita quotidiana delle persone assistite». E' quanto chiede il consigliere regionale di Forza Italia Roberto Novelli in una mozione sottoscritta anche dagli altri colleghi del Gruppo. "L'Istat, con un'indagine multiscopo del 2010 - rileva Novelli - ha stimato che nel nostro Paese siano oltre 3.329.000 le persone che, nel contesto familiare, si prendono cura regolarmente di adulti, anziani, malati e disabili. Si tratta prevalentemente di donne, con famiglia e figli, di età compresa tra 45 e 55 anni che, per dare cura, spesso sono costrette a lasciare il lavoro".

"Una figura fondamentale per la vita familiare che, però, non viene in alcun modo tutelata o riconosciuta. Mentre infatti l'impianto normativo nazionale in materia di welfare dedicato alla tutela delle persone in situazione di disabilità già da tempo prevede facilitazioni per i lavoratori con familiari portatori di handicap grave (quali ad esempio permessi mensili e congedi biennali retribuiti), per i caregiver vi sono soltanto vari disegni di legge all'esame del Parlamento». "Una totale carenza di supporto che ha gravi conseguenze sia sulla qualità della vita (in considerazione del perdurare della malattia dell'assistito), sia sugli aspetti sociali e soprattutto economici e lavorativi. Senza contare il fatto che continuare a seguire il malato nella propria casa può rappresentare un notevole risparmio per la società». "Da qui l'improcrastinabile necessità di disciplinare il suo riconoscimento e sostegno, come avviene già peraltro in molti Stati membri dell'Unione Europea.

Riconoscimento sia per valorizzarne la funzione sociale, ma anche per ottenere diritti quali l'informazione, la formazione, il sollievo e il supporto nelle emergenze, la valorizzazione delle competenze acquisite, oltre a forme di defiscalizzazione delle spese di cura e politiche di conciliazione». "Chiedo quindi alla Giunta regionale di attivarsi presso il Parlamento nazionale in questo senso, mettendo anche a punto un'informazione e una comunicazione esauriente e precisa a famiglie e operatori del sistema (medici di medicina generale, assistenti sociali, associazioni del terzo settore)». "Parallelamente - conclude Novelli - si potrebbe anche valutare, in seno al progetto Pronto badante, la possibilità di prevedere un progetto di sostegno, anche a coloro che già usufruiscono di una badante, per coadiuvare le famiglie nelle coperture di periodi di assenza, oltre a consentire ai caregivers di potersi assentare per effettuare periodi di cura".