Venerdì 9 giugno

‘Presa diretta A2’: Aita e De Marco assieme al Centro Art Port

Da un modello di comunicazione assente e degradata che possiamo dedurre dalle opere di Aita si passa, con De Marco, all'espressione di una relazionalità scarnificata e disintegrata, ridotta all'osso nel segno grafico di una parola ripetuta all'infinito e negli archetipi comunicativi delle impronte, che riportano la comunicazione ad un livello primitivo

‘Presa diretta A2’: Aita e De Marco assieme al Centro Art Port (© De Marco)

PALAZZOLO DELLO STELLA - Venerdì 9 giugno, alle 18.30, inaugura al Centro Art Port di Palazzolo dello Stella l'esposizione ‘Presa diretta A2’ degli artisti friulani Bruno Aita e Manuel De Marco con presentazione a cura di Alessandra Santin, aperta al pubblico fino al 1 luglio.

‘Presa diretta A2’
La mostra di pittura esprime nel titolo ‘Presa diretta A2’ il connubio tra le tecniche espressive dei due artisti, la presa diretta che è un timbro che all'istante imprigiona l'essenza sfuggente del modello, l'atto diretto di registrazione di un'impronta, un calco, un segno grafico effimero e transeunte che, come impresso su uno stampo incandescente si conserva e manifesta a futura memoria. Il segno registrato all'istante in una mimesi fulminea conserva così nelle opere dei due artisti una verità trasparente e cristallina, destinata a sfuggire nello svolgersi della catena dei significanti del logos comunicativo. La parola impressa, l'impronta, il calco, il gesto istantaneo si stampano a fuoco sulla superficie a protestare la loro impedita e assente abilità comunicativa, estrapolata dal contesto originario e collocata in una zona di estraneità ontologica inevitabile.

Le opere
Da un modello di comunicazione assente e degradata che possiamo dedurre dalle opere di Aita si passa, con De Marco, all'espressione di una relazionalità scarnificata e disintegrata, ridotta all'osso nel segno grafico di una parola ripetuta all'infinito e negli archetipi comunicativi delle impronte, che riportano la comunicazione ad un livello primitivo, animale, pre-concettuale e anti-concettuale, ricalcando una matrice prettamente arcaica ed istintiva. La negazione del Soggetto Cogitante, la negazione del concetto e la messa in discussione delle possibilità comunicative nell'oscuro orizzonte della contemporaneità accomunano nel profondo i due artisti, le cui opere abbinate generano un nero vortice che corrode la carne e l'intelletto dell'Uomo contemporaneo, lasciando nello spettatore lo stupore sommo e l'amarezza indelebile di un gesto fallito e una parola svuotata, che riportano inevitabilmente ad un'intersoggettività vissuta come angoscia e smarrimento esistenziale, smarrimento di sé e dell'Altro.

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