Il 10 giugno

Salmè accusa: "Vogliono boicottare il Family Day. Pronti a gesti clamorosi"

Ci sarebbero stati dei contatti informali tra gli organizzatori e il personale della Questura, che avrebbero fatto emergere delle perplessità sull’utilizzo di piazza Duomo, dove sabato sarà celebrato un matrimonio

La Questura di Udine (© Diario di Udine)

UDINE – Il ‘Family Day’, l’evento annunciato per sabato 10 giugno in piazza Duomo, in contemporanea all’Fvg Pride (la manifestazione dell’orgoglio gay) è a rischio. A darne comunicazione è Stefano Salmè, candidato sindaco della lista civica ‘Io amo Udine’, che ha dato libero sfogo al suo pensiero su Facebook. «Questa non è libertà – afferma –. Ad oggi nessuna risposta formale è pervenuta. Nessuna persona in buona fede potrà negare che in questo modo la nostra festa è stata boicottata».

La domanda per occupata piazza Duomo dalle 15 alle 19 di sabato 10 giugno è stata presentata in Questura lo scorso 8 maggio. «Non ci è stato possibile stampare i volantini nè le locandine per pubblicizzare l'evento perchè non avevamo l'assenso sulla piazza richiesta (piazza Duomo). Non ci è stato possibile organizzare la coreografia, magliette e palloncini colorati (con la scritta riportante il tema dell'evento, e cioè 'Ogni bambino ha diritto ad avere una mamma e un papà') perchè non potevamo buttare dalla finestra centinaia di euro (noi non abbiamo i patrocini di Comune, Regione e Università) senza sapere con certezza di avere l'assenso della Questura. Non abbiamo potuto bloccare l'animazione prevista per i bambini per gli stessi motivi». Queste le parole di Salmè. Va detto, però, che la Questura non ha l’obbligo comunicare l’autorizzazione della manifestazione in maniera formale, ma solo, eventualmente, di bloccarla. A quanto pare, però, ci sarebbero stati dei contatti informali tra gli organizzatori e il personale della Questura, che avrebbero fatto emergere delle perplessità sull’utilizzo di piazza Duomo, dove sabato sarà celebrato un matrimonio.  

«Nessuna persona in buona fede può negare la disparità di trattamento con il Gay Pride, che da mesi ha potuto godere della collaborazione di Comune e Questura. Questa è l'ennesima prevaricazione della sinistra che dimostra, anche questa volta, che quando governa, la libertà regredisce. Tutto possiamo tollerare fuorchè la mancanza di libertà. Noi siamo pronti a gesti clamorosi di disobbedienza civile. Nei prossimi giorni le decisioni conseguenti».