La polemica

La Questura 'relega' il Family Day in piazza Venerio. Per gli organizzatori è un boicottaggio

“Sfidiamo i nostri avversari politici e dell'informazione faziosa – chiarisce Salmè – a dimostrare di poter pubblicizzare un qualsiasi evento senza avere certezze sul luogo della manifestazione, o di poter organizzare la coreografia di una festa"

La Questura 'relega' il Family Day in piazza Venerio. Per gli organizzatori è un boicottaggio (© Diario di Udine)

UDINE – E’ arrivato l’ok alla ‘Festa della Famiglia Naturale’ da parte della Questura di Udine. Ma non mancano le prescrizioni. «Sfidiamo chiunque a dimostrare che la nostra festa non sia stata platealmente boicottata», commenta uno dei promotori dell’iniziativa, Stefano Salmè, esponente della Fiamma Nazionale, che contesta il fatto di aver ricevuto il via libera un mese dopo la presentazione della domanda, «troppo tardi per organizzare un qualsivoglia evento».

«Sfidiamo i nostri avversari politici e dell'informazione faziosa – chiarisce Salmè – a dimostrare di poter pubblicizzare un qualsiasi evento (stampa dei volantini, delle locandine e dei manifesti) senza avere certezze sul luogo della manifestazione, o di poter organizzare la coreografia di una festa (magliette, gadget, palloncini colorati) in tre giorni». Tra le prescrizioni fornite dalla Questura, c’è il divieto a utilizzare piazza Duomo a favore di piazza Venerio (con il tassativo divieto di impegnare le vie Savorgnana, Largo Ospedale Vecchio, via Morpurgo e via Stringher). «Pare per presunte ragioni di ordine pubblico e cioè la celebrazione di un matrimonio in Duomo – aggiunge Salmè –. Sfidiamo i nostri avversari politici e dell'informazione faziosa a dimostrare che delle famiglie con bambini avrebbero potuto rappresentare un qualsivoglia problema di ordine pubblico in piazza Duomo per la concomitanza di un matrimonio religioso».

Per Salmè è in atto «un tentativo di boicottare il nostro evento impedendoci di entrare in comunione con l'elemento simbolico rappresentato proprio dal Duomo, in quanto simbolo di una Chiesa che in duemila anni ha sempre difeso il diritto naturale». A questo punto, l’esponente di Fiamma Nazionale indica tre possibili strade: «Accettare questa ingiustizia e svolgere comunque una ‘festa della famiglia naturale’ azzoppata dal boicottaggio, annullare la manifestazione oppure promuovere un flash mob davanti alla Chiesa di piazza San Giacomo. Un flash mob silenzioso, che dia però visivamente l'idea del bavaglio politico ed informativo che ormai spetta a chiunque non sia in linea con la dittatura del politicamente corretto».