Botta e risposta

Scintille tra Tondo e Panariti sulle politiche del Lavoro

L'attacco del capogruppo di Ar: "Il lavoro doveva essere la priorità della legislatura. È stato, nei fatti, il grande assente”. La replica dell'assessore: "I dati indicano che mai come in quest'ultimo periodo, soprattutto da quando è stata costituita l'Agenzia regionale per il lavoro, l'attività delle strutture regionali ha spostato il baricentro dell'azione verso il sistema produt

Renzo Tondo e Loredana Panariti (© Diario di Udine)

FVG – Botta e risposta sul tema lavoro tra i consiglieri di Autonomia Responsabile e l’assessore regionale competente. "Il lavoro doveva essere la priorità della legislatura. È stato, nei fatti, il grande assente». Questo l’attacco portato da Renzo Tondo e Giuseppe Sibau. Immediata la replica di Loredana Panariti: «I dati indicano che mai come in quest'ultimo periodo, soprattutto da quando è stata costituita l'Agenzia regionale per il lavoro, l'attività delle strutture regionali ha spostato il baricentro dell'azione verso il sistema produttivo. Negarlo significa essere disconnessi dalla realtà dei nostri territori».

L’attacco
«L'assessore Panariti è inesistente, la presidente Serracchiani latitante. In campagna elettorale, nel 2013, Serracchiani aveva messo lavoro e occupazione al centro della sua agenda politica. Quattro anni dopo – sottolineano i due consiglieri – le sue promesse sono state incenerite dall'inerzia, e le leggi approvate sono insignificanti. Il Pd, sui temi reali, è velleitario: non basta imparare a memoria una normativa europea, servono leggi che possano trovare immediata applicazione. L'assessore regionale Panariti ha fronteggiato una situazione molto complessa, e nessuno intende speculare sulla crisi. Ma in tempi di emergenza, servono misure straordinarie, non ci si può limitare a piccoli interventi di facciata». I consiglieri di Ar rilevano infine come «la giunta consideri il Pipol il vero fiore all'occhiello di questa legislatura. Evidentemente si è appassito molto in fretta. Il Pipol è sistematicamente soffocato dalle estenuanti lungaggini burocratiche: un'azienda che cerca di assumere una persona con questo strumento, si scontra violentemente con i tempi della pubblica amministrazione, con il risultato di spendere soldi senza ricevere alcun beneficio in tempi ragionevoli. Ci sono situazioni puntuali agghiaccianti: le piccole imprese non possono buttare 800 o mille euro per produrre carteggi che si incagliano nella palude degli uffici regionali. Questo disegno di legge complica la vita a giovani e imprese, anziché semplificarla».

La replica
 «Unica in Italia, la Regione Friuli Venezia Giulia – evidenzia Panariti - si è data una organizzazione che prevede espressamente una unità organizzativa dedicata alla relazione e ai servizi alle imprese. Non è un caso che i nostri dirigenti siano invitati in altre realtà regionali a spiegare come funziona la nostra Agenzia per il lavoro». In proposito Panariti snocciola alcuni dati. Nel 2016 l'Agenzia ha effettuato oltre 700 visite aziendali e nel 2017 procede ad una media superiore alle 90 al mese. Nel 2016 ha effettuato oltre 40 incontri di rete coorganizzati con parti datoriali, con consorzi industriali e con gruppi di aziende. Incontri che sono già venti in questa prima parte dell'anno in corso. Inoltre da giugno 2016 ad aprile 2017, sul sito della Regione, sono state gestite 3.204 vacancies per complessivi 5.655 posti di lavoro. «Ad agosto 2016 le offerte su base mensile erano 75, oggi sono circa 300. Non è forse un segnale della fiducia crescente che le imprese rivestono nel servizio pubblico regionale?», osserva Panariti.  Rispetto poi alle osservazioni fatte sul programma Pipol, Panariti ricorda che il 30% delle persone che hanno preso parte a una delle iniziative previste, a distanza di 12 mesi risulta occupato. Panariti conclude rilevando come «nel 2013, ultimo anno di quella legislatura, il tasso di disoccupazione era pari al 7,7%, mentre lo era al 7,5%  a fine 2016. Gli occupati erano 495.522 nel 2013, 498.641 al 31 dicembre 2016».