9 luglio 2020
Aggiornato 23:00
Ambiente

Vito, collaborazione con il Veneto sul bacino del Livenza

L'assessore regionale all'Ambiente ha preso parte a Portobuffolè a un incontro che è stato indetto congiuntamente dalle Regioni Friuli Venezia Giulia e Veneto per fare il punto sull'attuazione degli interventi e delle misure volte a prevenire il rischio idrogeologico nel bacino del Livenza
Sara Vito (Assessore regionale Ambiente ed Energia) alla riunione sulla sicurezza idraulica del Bacino del Livenza, in Municipio
Sara Vito (Assessore regionale Ambiente ed Energia) alla riunione sulla sicurezza idraulica del Bacino del Livenza, in Municipio Regione Friuli Venezia Giulia

PORTOBUFFOLE' - L'assessore regionale all'Ambiente, Sara Vito, ha preso parte a Portobuffolè, in provincia di Treviso, a un incontro che è stato indetto congiuntamente dalle Regioni Friuli Venezia Giulia e Veneto per fare il punto sull'attuazione degli interventi e delle misure volte a prevenire il rischio idrogeologico nel bacino del Livenza. In apertura della riunione, alla quale ha preso parte l'assessore all'Ambiente del Veneto, Gianpaolo Bottaccin, il sindaco di Portobuffolè (località che era stata significativamente colpita dall'alluvione del 1966), Sebastiano Susana, aveva ricordato la sinergia e la fattiva collaborazione in atto da alcuni anni tra le due Regioni e i quattordici Comuni che ricadono nel bacino del Livenza, sei dei quali sono situati nel Pordenonese. Nell'occasione, Vito ha ribadito l'impegno importante del Friuli Venezia Giulia nel settore della difesa del suolo, espletato anche attraverso la revisione di ruoli e competenze nel settore dell'ambiente e mediante la sburocratizzazione e la semplificazione.

 

Vito ha anche ricordato l'accordo siglato nel 2014 con la Regione Veneto nel settore della protezione civile con l'obiettivo di consentire a tutte le comunità che risiedono lungo il corso del
Livenza di beneficiare di un monitoraggio costante e sinergico sulla situazione delle acque del fiume e dei suoi affluenti, compresi i bacini situati nella montagna pordenonese tra i quali
quello della Diga di Ravedis che è costantemente presidiato a cura della Regione e che svolgono un ruolo importante nella laminazione e nella mitigazione delle piene, riducendo i possibili effetti dannosi nel caso di intense e insistenti precipitazioni.

L'esponente della Giunta Fvg ha poi ricordato che ogni due anni l'Autorità di bacino emette un protocollo sui livelli di sicurezza che debbono essere mantenuti nei bacini delle due dighe
di Cà Zul e Cà Selva, anch'esse situate nella montagna pordenonese. Rispetto a questi due bacini, è allo studio l'ipotesi di realizzazione di una galleria-canale che permetta di sfruttare al massimo livello la capacità di trattenuta delle acque dei due invasi in caso di necessità.

Ma non va trascurato, ha puntualizzato Vito, l'altrettanto importante lavoro che la Regione Friuli Venezia Giulia svolge per gli interventi di manutenzione cosiddetti minori. Il bacino del Livenza, che interessa nel suo alto corso il Friuli Venezia Giulia mentre a sud di Pasiano di Pordenone passa sul territorio del Veneto, riceve le acque del Meduna nel quale, a sua volta, a monte di Pordenone, si riversa il Cellina.