L'evento

Più di 5 mila persone per il primo Fvg Pride

Udine si conferma la «città dei diritti» dopo le esperienze di Loris Fortuna ed Eluana Englaro. Piazza Libertà gremita dal popolo dell’Fvg Pride resterà la cartolina più bella della manifestazione.

Più di 5 mila persone per il primo Fvg Pride (© Diario di Udine)

UDINE – Piazza Libertà gremita dal popolo dell’Fvg Pride resterà la cartolina più bella della manifestazione, che ha portato nel capoluogo friulano oltre 5 mila persone (7 mila per gli organizzatori). Un successo su tutta la linea, che ha contagiato la città con la voglia di fare festa e di divertirsi del popolo gay, lesbo, transessuale e bisessuale (non solo loro ovviamente, molte anche le persone etero presenti all’evento). Un corteo che ha occupato quasi l’intera via Leopardi, luogo scelto per l’ammassamento, dispiegandosi poi per tutta via Carducci in direzione centro storico, tra via Piave, via Manin, via Mercatovecchio e piazza Libertà.

Tanti colori, tante bandiere arcobaleno, tanta musica e voglia di ‘uscire allo scoperto’ contro pregiudizi e omofobia. Ad aprire il corteo, i referenti dell’Arcigay (regionale e nazionale), il sindaco Furio Honsell e la presidente della Regione Debora Serracchiani. Tra i presenti anche assessori comunali, consiglieri regionali e parlamentari. A fare la differenza, però, è stata la gente comune: moltissimi i giovani scesi in strada con magliette colorate, con creste color arcobaleno, con paillettes e brillantini. Chi temeva di assistere a una ‘carnevalata’ è rimasto in parte deluso, visto che di persone sopra le righe se ne sono viste poche. Qualcuno c’era: con il seno scoperto, con copricapi improbabili, vestiti un po’ troppo succinti o vere e proprie maschere. Tutto sommato, però, tutto è rimasto ‘inglobato’ all’interno del corteo e non ha stonato nell’insieme. Tanta musica, come si diceva, con la presenza di drag queen e trans che non è passata inosservata. Un corteo apartitico e senza colore politico, almeno negli intenti, visto che poi alla sfilata si sono viste le bandiere di Cgil, Anpi e dei centri sociali. 

Un lungo serpentone che per più di un’ora ha sfilato lungo il centro storico prima di raggiungere piazza Libertà per i discorsi ufficiali. Grande la soddisfazione degli organizzatori, che hanno dato vita a un evento riuscito molto bene in tutte le sue forme, anche grazie alla collaborazione delle forze dell’ordine, sempre presenti nei vari passaggi del corteo. La città di Loris Fortuna e delle sue battaglie per aborto e divorzio, la città di Eluana e Beppino Englaro si è riscoperta, una volta di più, la città dei diritti, questa volta a favore di gay, lesbiche, transessuali e bisessuali.