29 marzo 2020
Aggiornato 23:30
a pordenone

Al centro studi sono arrivati i 'mulares culturali' promossi dal Comune

Il Comune ha fatto dipingere sul muro del centro studi 10 massime e aforismi di autori di ieri e di oggi. Un modo per diffondere l'arte e la cultura e abbellire la città. E a settembre, ha annunciato il sindaco Alessandro Ciriani, verrà lanciato un concorso
Al centro studi sono arrivati i 'mulares culturali' promossi dal Comune
Al centro studi sono arrivati i 'mulares culturali' promossi dal Comune

PORDENONE - Novità in via Molinari. Il Comune ha fatto dipingere lungo il muro del centro studi dieci frasi di altrettanti autori di ieri e di oggi. Un’idea del sindaco Alessandro Ciriani che ha anche annunciato un concorso che partirà a settembre. Tutti potranno partecipare proponendo la propria frase, a patto che sia originale e contenga la parola Pordenone. Le frasi migliori verranno dipinte sui muri di alcune zone cittadine. «Una soluzione per diffondere per strada l’arte e la cultura e rendere la città più bella» spiega il sindaco.

Autori e aforismi
Gli autori e gli aforismi scelti per via Molinari da un pool di appassionati vanno dai classici greci e latini (Aristotele, Socrate, Seneca) all’Illuminismo (Locke e Voltaire), passando per diverse epoche, da San Francesco a Ezra Pound, da Neruda a Chateaubriand fino a Bartali. Si, Gino Bartali, il ciclista, che figura nella galleria dei 'murales culturali' con un aforisma forgiato dalla sua saggezza popolare: «Il bene si fa, ma non si dice. E certe medaglie si appendono all’anima. Non alla giacca».
Alcune massime, pur vecchie di millenni, non hanno perso di una virgola la loro validità. Come quella di Socrate («Chi vuole muovere il mondo, prima muova se stesso») o di Aristotele («Dove si incrociano le tue capacità e le necessità del mondo risiede la tua chiamata»).
Detti e sentenze che rendono più piacevole l’ambiente di una strada, via Molinari, dove nei mesi scorsi il Comune ha piantato gli alberi e, sempre sul muro del centro studi, ha ridipinto la poesia storica 'Cosmo saturo', sbiaditasi col tempo, della poetessa pordenonese Ludovica Cantarutti.
Le facciate dell’edificio diventano così una sorta di 'libro urbano' per ispirarsi e riflettere con pensieri come quello di Locke («Nulla produce nella mente dell’uomo un’impressione più positiva e profonda dell’esempio»), di Voltaire («Gli uomini sono eguali: non la nascita, ma la virtù fa la differenza»), di Pound («Se un uomo non è disposto a correre qualche rischio per le sue idee, o le sue idee non valgono nulla o non vale niente lui»).
Vari i riferimenti culturali, dall’ascetismo di San Francesco («Cominciate con fare ciò che è necessario, poi ciò che è possibile. E all’improvviso vi sorprenderete a fare l’impossibile») allo spirito militante di Neruda («Potranno tagliare tutti i fiori, ma non fermeranno la primavera») al monito di Seneca («Nessun vento per il marinaio che non sa a quale porto approdare») per finire col maestro degli aforismi, il politico e diplomatico francese Francois-Renè De Chateaubriand («Il cuore sente, la testa confronta»). Le massime sono state dipinte da Canton colori.