La decisione della giunta

Dalla Regione 80 mila euro per ridurre la capacità riproduttiva delle nutrie

Lo studio sarà affidato all'università di Udine con l'obiettivo di sperimentare prodotti sintetici che, aggiunti ad alimenti appetibili o sostanze naturalmente presenti nei vegetali, consentano il contenimento e, a medio termine, l'eradicazione dai fiumi del Friuli Venezia Giulia di questa specie originaria del Sud America

Dalla Regione 80 mila euro per ridurre la capacità riproduttiva delle nutrie (© Adobe Stock)

FVG - La Regione finanzia con 80 mila euro uno studio dell'Università di Udine per individuare e testare sistemi che riducano le capacità riproduttive delle nutrie. La giunta regionale, su proposta dell'assessore all'Ambiente Sara Vito, ha approvato il testo della convenzione che incarica l'ateneo friulano di sperimentare prodotti sintetici che, aggiunti ad alimenti appetibili o sostanze naturalmente presenti nei vegetali, consentano il contenimento e, a medio termine, l'eradicazione dai fiumi del Friuli Venezia Giulia di questa specie originaria del Sud America.

A condurre la sperimentazione sarà il Dipartimento di scienze agroalimentari, ambientali e animali, che ha già realizzato uno studio dal quale è emersa un'eccessiva presenza di nutrie nella maggior parte dei corsi d'acqua del medio e basso Friuli, del Pordenonese e dell'Isontino e la necessità di mettere a punto misure integrative all'abbattimento dei roditori.

Come ha spiegato Vito il nuovo accordo «consentirà di coordinare le azioni della Regione, nello specifico del Servizio difesa del suolo, e dell'Università al fine di perseguire, in relazione alle specifiche competenze tecnico-scientifiche, l'obiettivo comune di individuare alimenti bioattivi per ridurre il tasso di natalità e riproduzione delle nutrie. La presenza di questi animali - ha concluso l'assessore - mette infatti seriamente a rischio la stabilità degli argini con un conseguente pericolo per le persone e le cose. Ci rivolgiamo quindi alla comunità scientifica per individuare sistemi non cruenti per contenere questi roditori, che hanno sostituito le specie originariamente presenti nei nostri corsi d'acqua».