Il casoo

Baiutti, l’ex Pd che ha vinto con una civica vera

Con quattro candidati in corsa per lo scranno di primo cittadino, ottenere il 68,23% dei voti può essere considerato quasi un plebiscito. Il neo sindaco ha sbaragliato la concorrenza con un vero e proprio esperimento politico

Baiutti, l’ex Pd che ha vinto con una civica vera (© Baiutti)

UDINE - Con quattro candidati in corsa per lo scranno di primo cittadino, ottenere il 68,23% dei voti può essere considerato quasi un plebiscito. Di più, la schiacciante vittoria di Giorgio Baiutti a Tricesimo potrebbe anche diventare una sorta di esperimento politico. Il merito di Baiutti, infatti, non è stato soltanto quello di convincere l’elettorato a dare fiducia a un ‘vecchio’ della politica (sindaco di Cassacco dal 1985 al 2004, consigliere provinciale dal 1993 al 1995, consigliere regionale dal 1998 al 2013) ma di avere sparigliato le carte del quadro politico andando oltre la liturgia dei ‘soliti’ schieramenti da vero funambolo della politica. I malevoli lo giudicano un democristiano fuori tempo massimo. Ma tant’è! Chi vince ha sempre ragione.

Vittoria del centrosinistra? Niente di più falso
Qualcuno, con frettolosa superficialità, ha annoverato la vittoria di Baiutti nel Comune di Tricesimo tra quelle del centrosinistra. Nulla di più errato. Baiutti ha vinto capeggiando tre liste civiche che definire politicamente open è sicuramente un eufemismo. Con lui c’erano in lista tre ex consiglieri della maggioranza uscente guidata dal sindaco dell’Udc, Andrea Mansutti, ma soprattutto ex Pd, ex forzisti e un gruppone trasversale di quelli che lui ha definito «senza appartenenza o con militanze parziali».  Spiegato da lui stesso suona così: «Credo che nei Comuni piccoli e medi sia ormai una follia giocare sulla vecchia contrapposizione tra centrodestra e centrosinistra perché la gente vuole e pretende dalla politica risposte e non sterili e datate contrapposizioni».

Il candidato di tutti
Detto e fatto. Il pacioso Baiutti durante la campagna elettorale non si è negato a nessuno: dal Pd ( di cui è ormai un ex) a FI, dalla Lega agli ex An passando per il sempre presente Ferruccio Saro, esegeta di esperimenti politico amministrativi tanto disinvolti quanto a tutto campo. Già, ma perché un successo di queste dimensioni per l’ex socialista Baiutti? «Credo – spiega – che gli elettori abbiano visto in me uno che ha saputo costruire, un amministratore concreto. Del resto, a Tricesimo quando ho corso per le regionali ho avuto circa 800 preferenze. Il rinnovamento? La gente lo accetta; non vuole invece sterili esperimenti. Per questo ha votato un candidato che ha condiviso un progetto senza porre limiti o precondizioni ad alcuno».

Baiutti è diventato un ‘caso’?
Così, il neo sindaco che con l’arrivo di Serracchiani a Trieste è diventato capo di Gabinetto in Consiglio regionale, adesso si ritrova a essere un ‘caso’ politico regionale. La sua ‘real politik’ significa trasversalità, superamento dei due o tre poli, pragmatismo, dialogo disinvolto a tutto campo e, perché no, un pizzico di cinismo politico. Baiutti potrebbe così diventare un ottimo ‘influencer’ in vista delle regionali. Sulle quali ha già le idee chiare. «Sarà una battaglia sul filo tra Bolzonello e Riccardi», prevede. «Il centrosinistra – insiste – va alle urne con il bagaglio delle riforme che avevano grandi e legittime ambizioni, ma la cui gestione non è stata granché. Cosa consiglierei a Bolzonello? Di fare il possibile per allargare la coalizione e di non fermarsi al centrosinistra». Detto in altre parole: di ripetere, mutatis mutandis, l’esperimento di Tricesimo. E Serracchiani cosa farà visto che il capogruppo alla Camera dei dem, Ettore Rosato, ha riferito al nostro giornale che non bisogna metterle fretta sul suo futuro politico? La risposta di Baiutti è tranchant: «E’ pacifico che non correrà per la Regione».