17 ottobre 2019
Aggiornato 16:00
Autonomie locali

Panontin, la riforma sta rispettando le aspettative

Le Uti ricalcano le aggregazioni di Comuni che si individuavano nei mandamenti e hanno mutuato in parte anche l'esperienza degli ambiti socio assistenziali, con l'obiettivo di rispondere al meglio alle aspettative di qualità dei servizi, e alle esigenze della comunità regionale e delle comunità locali, nell'intendo di pervenire a una razionalizzazione dell'impiego delle risorse disponibili
Panontin, la riforma sta rispettando le aspettative
Panontin, la riforma sta rispettando le aspettative Regione Friuli Venezia Giulia

CORDENONS - Un'occasione importante, per l'assessore regionale alle Autonomie locali, Paolo Panontin, per fare il punto sullo stato di attuazione del processo di rinnovamento degli enti locali del Friuli Venezia Giulia, è stata offerta dal convegno organizzato dalla Uil Pensionati Friuli Venezia Giulia e Pordenone, svoltosi nel centro culturale Aldo Moro di Cordenons. Panontin, intervenuto a conclusione del convegno, ha infatti preso lo spunto anche dai relatori che lo avevamo preceduto, i quali avevano citato tra l'altro esperienze di razionalizzazione del sistema delle autonomie locali in atto con successo nel pordenonese, e raffrontato la nostra Regione con altre realtà a statuto speciale e di altri Paesi europei, per ricordare che il processo in atto tiene conto delle proposte partite dal territorio, ma anche delle identità del territorio.

Le Uti ricalcano infatti le aggregazioni di Comuni che si individuavano nei mandamenti e hanno mutuato in parte anche l'esperienza degli ambiti socio assistenziali, con l'obiettivo di rispondere al meglio alle aspettative di qualità dei servizi, e alle esigenze della comunità regionale e delle comunità locali, nell'intendo di pervenire a una razionalizzazione dell'impiego delle risorse disponibili. Come ha evidenziato Panontin, le Uti sono state pensate anche quali forme di identità territoriale capaci di concorrere a far incrociare le linee strategiche di sviluppo territoriale locale e di area più vasta con quelle di livello regionale.

L'assessore ha altresì evidenziato che i tempi di attuazione della riforma stanno rispettando le aspettative e che, al momento, tre quarti dei 216 Comuni del Friuli Venezia Giulia hanno scelto di aderire alle diciotto Uti costituite. Mentre ai Comuni che lo avessero richiesto, era stato dato modo di scegliere se rimanere nelle Unioni territoriali alle quali erano stati assegnati dalla Regione o aderire ad altre Uti contigue. Ma la materia del sistema delle autonomie, gli interessi e le esigenze sul territorio regionale sono così articolate e complesse, pur in una realtà di relativamente limitate dimensioni territoriali, che, ha ribadito Panontin, è pressoché impossibile attuare un processo di riforma così importante qual è quello in corso, ancorché richiesto dagli stessi cittadini, senza scontentare qualcuno. La riforma del sistema delle autonomie del Friuli Venezia Giulia si è sviluppata attraverso un processo di rinnovamento necessario, e conseguente al disegno di riforma intrapreso, che ha interessato tra l'altro la finanza locale, il pubblico impiego, la struttura degli enti locali.

Nel concludere, l'assessore ha citato alcune statistiche che evidenziano come la spesa pro capite per i servizi, che va a carico dei cittadini, sia sensibilmente inferiore nei comuni o nelle aggregazioni di enti locali di dimensioni maggiori, rispetto ai comuni più piccoli, e ha ricordato le posizioni dell'Anci e il parere favorevole della Corte dei conti a suffragio della riforma in atto.