L'intervento

Mafia, Serracchiani: "A Lignano grave episodio di infiltrazione"

Per la governatrice del Fvg "sono finiti i tempi in cui si preferiva parlare della nostra regione come di un'oasi felice, è questo è bene perché gli anticorpi alla malavita si costruiscono con l'informazione e la consapevolezza civica"

Mafia, Serracchiani: "A Lignano grave episodio di infiltrazione" (© Regione Friuli Venezia Giulia)

LIGNANO SABBIADORO - «Appare un episodio grave di infiltrazione mafiosa in un importante comune turistico della nostra regione: è chiaro che non siamo immuni dal contagio delle organizzazioni criminali e dunque chiediamo che contromisure sempre più efficaci siano prese dagli organi preposti alla prevenzione e alla repressione». Lo ha affermato la presidente del Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani, commentando quanto emerge dalla Relazione 2016 della Direzione nazionale antimafia, in merito a un'indagine della Procura distrettuale antimafia di Trieste su un presunto voto di scambio nel comune di Lignano, attuato spostando la residenza di centinaia di nuclei familiari dalla Campania alla cittadina turistica friulana, finalizzato a convogliare preferenze su un candidato in vista del rinnovo del Consiglio comunale.

Per Serracchiani «sono finiti i tempi in cui si preferiva parlare della nostra regione come di un'oasi felice, è questo è bene perché gli anticorpi alla malavita si costruiscono con l'informazione e la consapevolezza civica. Anche se non vediamo l'aspetto più violento della mafia, anche se è giusto evitare di cedere a generalizzazioni, sono però presenti dei fenomeni criminosi che incidono sui rapporti economici e sociali. Se confermato, il caso di Lignano deve indurci a una maggiore vigilanza sugli Enti Locali, per evitare un giorno di trovarci di fronte a situazioni di illegalità più gravi».

«Nonostante la maggiore severità delle normative antimafia, è necessario che l'attività investigativa mantenga un profilo di alta dinamicità, anche in considerazione dei molteplici gruppi che anche da Est guardano al Friuli Venezia Giulia come a una piattaforma per i loro traffici. Anche a Roma, dove proprio in questi giorni è in discussione al Senato il codice antimafia, ci deve essere piena cognizione della necessità di alzare la guardia in questo territorio e - ha concluso - di provvedimenti conseguenti in ordine al personale e alle dotazioni».