L'accordo

Ricerca: scambio di studenti e docenti tra Università Fvg con Mit Boston

"È un risultato - ha chiarito Serracchiani - che arriva dopo poco più di un anno di lavoro intenso e che ci fa ben sperare sui frutti che darà questo investimento triennale promosso dalla Regione per la formazione dei nostri studenti e del nostro corpo docente".

Ricerca: scambio di studenti e docenti tra Università Fvg con Mit Boston (© Regione Friuli Venezia Giulia)

UDINE - E' stato firmato a Udine l'accordo di cooperazione triennale tra la Regione, il sistema universitario del Friuli Venezia Giulia e il Massachusetts institute of technology (Mit) di Boston, una delle più importanti università di ricerca del mondo per la tecnologia e la scienza. Scopo del Fvg-Mit project, siglato dalla presidente della Regione, Debora Serracchiani, e dalla co-direttrice del programma Mit-Italy, Serenella Sferza, è promuovere gli scambi scientifici con le Università di Trieste e Udine e la Scuola internazionale superiore di studi avanzati (Sissa) di Trieste, rappresentati rispettivamente dai due prorettori, Roberto Pinton e Renato Gennaro, e dal vicedirettore Matthew Diamond.
«L'accordo - ha spiegato Serracchiani - fa parte di una serie di iniziative avviate dal Friuli Venezia Giulia con gli Stati Uniti, grazie alle ottime relazioni intessute con la collaborazione del Consolato e dell'Ambasciata Usa in Italia, e concretizza la mia visita istituzionale al Mit del maggio del 2016 e i risultati dell'Innovation Forum Fvg-Usa del luglio scorso»«È un risultato - ha aggiunto la presidente Fvg - che arriva dopo poco più di un anno di lavoro intenso e che ci fa ben sperare sui frutti che darà questo investimento triennale promosso dalla Regione per la formazione dei nostri studenti e del nostro corpo docente». Serracchiani ha rimarcato come «il Friuli Venezia Giulia abbia puntato in questi anni sulla mobilità della conoscenza e metta ora a disposizione del Mit il suo articolato sistema scientifico per lo scambio di buone prassi e il trasferimento tecnologico alle imprese».

Lo stanziamento complessivo della Regione per il programma triennale è di 150 mila euro. L'iniziativa supporterà quattro tipi di attività: fondi di avviamento per promuovere nuove forme di collaborazione tra componenti del corpo docenti del Friuli Venezia Giulia e i loro colleghi del Mit (borse di studio con un finanziamento massimo di 25.000 euro); tirocini per studenti del Mit presso le università del Friuli Venezia Giulia che lavorano su progetti di interesse comune; borse per viaggi di 2.500 euro per docenti del Friuli Venezia Giulia interessati ad approfondire collaborazione con i colleghi del Mit e viceversa; una riunione annuale al Mit o presso una delle università del Friuli Venezia Giulia, in concomitanza con la riunione del comitato consultivo, per presentare i risultati scientifici del progetto e renderlo noto.Il progetto verrà gestito dal programma Mit-Italy in conformità alle direttive fornite dal Consiglio, composto da due rappresentanti della Regione, un rappresentante a rotazione per le università del Friuli Venezia Giulia e tre rappresentanti del Mit.

Sferza, a margine della firma, ha espresso soddisfazione per la rapidità e per la promettente progettualità, evidenziando che «riceviamo molte delegazioni al Mit dall'Italia, ma pochi incontri conducono ad accordi concreti in così breve tempo». Agli studenti del Friuli Venezia Giulia, Sferza ha confidato di attendersi «che siano all'altezza dei migliori studenti italiani che arrivano al Mit tramite accordi simili che abbiamo già attivato», mentre dalla rete dei docenti Sferza conta che «arrivi un contributo grazie allo scambio di buone prassi, in modo da rafforzare l'apertura del Mit a nuove forme di eccellenza». Alla sigla era presente anche l'assessore regionale a Università e Ricerca, Loredana Panariti, che ha sottolineato come l'iniziativa vada «nella direzione di valorizzare il sistema regionale della ricerca e dell'innovazione, dando seguito all'accordo siglato nel 2016 con cui la Regione si è impegnata a accompagnare il rafforzamento della rete degli atenei e del tessuto degli istituti di ricerca con una vocazione internazionale».