Il punto

Elezioni, il centrodestra cala il poker. Saprà far valere questo vantaggio alle Regionali?

Dopo l'ennesima sconfitta cresce il malcontento nel partito. Mugugna la base, ma se ne sta sotto coperta; tace chi ha avuto o ha un ruolo di spicco nel partito e proprio per questo dovrebbe avere il coraggio, anzi, il dovere di fare qualcosa. Intanto il centrodestra rischia di non 'voler vincere'

Elezioni, il centrodestra cala il poker. Saprà far valere questo vantaggio alle Regionali? (© Diario di Udine)

FVG - Trieste, Pordenone, Monfalcone e adesso Gorizia. Il centrodestra cala il poker. Che diventa pokerissimo se si aggiunge anche il Comune di Codroipo dove, a supporto del Pd, si era spesa la presidente della Regione Serracchiani. L’europarlamentare dem, Isabella De Monte, ha parlato di «continuazione delle sconfitte» e della necessità «di fare di più, con un programma al meglio». Un commento acqua e sapone nel silenzio assordante di un Pd che vive da mesi e mesi una sorta di sindrome di Stoccolma in cui il carnefice di turno sono le reiterate, annunciate sconfitte elettorali e la compiacente rassegnazione di un Pd senza bussola e futuro. Mugugna la base, ma se ne sta sotto coperta; tace chi ha avuto o ha un ruolo di spicco nel partito e proprio per questo dovrebbe avere il coraggio, anzi, il dovere di fare qualcosa. Ma, evidentemente, dentro il Pd hanno dimenticato che nel 2013 le elezioni non le ha vinte Serracchiani, ma le ha perse un centrodestra arruffone e diviso, come in Fvg accade da alcuni lustri.

Già, il centrodestra. Nuovamente tentato dal masochistico desiderio di farsi elettoralmente del male nonostante i n tutta Italia libeccio, scirocco, tramontana, maestrale e grecale soffino a suo favore. Ma facciamo il punto. Da mesi i due candidati accreditati sono il segretario regionale e capogruppo alla Camera del Carroccio, Massimiliano Fedriga, e il capogruppo in Consiglio regionale di Forza Italia, Riccardo Riccardi. C’è un dibattito più pittoresco che di sostanza perché tutti sono al corrente del fatto che Fedriga tutto vorrebbe fuorchè rinunciare alla popolarità massmediatica romana e allo scranno di capogruppo della Lega per immolarsi sull’altare della guida del Friuli Venezia Giulia.
Così, tanto per agitare le acque fintamente mosse ci si è messo l’ex governatore del Fvg, Renzo Tondo. Il quale ha fatto dire alla sua segretaria regionale, Giulia Manzan, che Autonomia Responsabile lo ritiene il migliore candidato per il 2018. Già, proprio così: un’autoinvestitura per interposta persona. Niente male per uno schieramento che ha un jolly di nome Sergio Bini, pronto a gettarsi in mischia, ma che, alla fine, potrebbe dover virare su figure terze (il sindaco di Cividale, Balloch…?) per evitare guerre fratricide. Ma c’è pure dell’altro.

L’intramontabile Ferruccio Saro – quello che ha contrastato Tondo nel 2013 e Alessandra Guerra nel 2003 – ha fatto sapere di essere prontissimo a sostenere la candidatura di Fedriga ma non quella di Riccardi. Dunque, siamo alle solite. Al masochistico desiderio di farsi battere da un centrosinistra in ritirata. Un consiglio? Il centrodestra dovrebbe fare propria, mutuandone il titolo, la canzone dei The Rokers 'Bisogna saper perdere' in 'Bisogna voler perdere'.