Maturità 2017

Non si torna più indietro: orale non ti temo

Il racconto della seconda e terza prova dell'esame tra patemi, aspettative e la consapevolezza che il prossimo anno sarà un nuovo inizio. Ora sotto con l'orale prima delle meritate vacanze

Non si torna più indietro: orale non ti temo (© Adobe Stock)

FVG - «Riepilogo delle giornate precedenti: la matematica ha avuto la meglio, lo studio è stato matto e disperatissimo ma gli studenti hanno avuto la loro rivalsa. La seconda prova non ha deluso le terrificanti aspettative e, soprattutto per i meno ferrati in matematica, il suo svolgimento è stato facile come scalare una montagna con le converse. Con il cuore in gola e la prova davanti ascoltavamo la professoressa mentre leggeva ad alta voce il primo problema, basato su una bici con le ruote quadrate, che appariva spaventoso quasi quanto Giorgio Caproni nella traccia di letteratura del tema. Mentre tentavo di trovare qualche esercizio alla mia portata tra i fogli, l’unico pensiero che troneggiava nella mia mente era la terribile esperienza di consegnare in bianco.
Arrivata alla terza ora avevo riempito quasi 15 facciate di formule, appunti disordinati e disperazione. Nel giro di 5 ore la mia bella copia aveva preso forma e non appariva così deludente come l’avevo immaginata poco tempo prima, anche se il livello ovviamente non era dei più alti. A seguito di questo snervante gioco psicologico il mio cervello non riusciva a recepire molte informazioni, ma lo stomaco attorcigliato gli comunicava molto chiaramente grazie all’inconfondibile spleen Baudelairiano che la terza prova si stava avvicinando»
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La terza prova 
"Alle 7 di lunedì mattina suona la sveglia e il suo trombettare mi ricorda quanto le tre ore di questa giornata possano cambiare le sorti dei nostri voti, visti i possibili scarsi risultati del compito precedente. Per chi non lo sapesse, gli studenti del Liceo scientifico di Tarvisio hanno subito un duro colpo nell'ultimo scritto degli esami: fisica. Ebbene sì, se matematica poteva essere uno scoglio, fisica è l’iceberg del Titanic. Il mio rapporto con questa materia nel corso degli anni è stato molto tumultuoso e sofferto e vedere per un’ultima volta teoremi, dimostrazioni e problemi mi ha trasmesso un sentimento di sollievo, visto che non rivedrò mai più quella materia tra i miei appunti nei prossimi anni e questo mi ha spronato a dimostrare almeno quest’ultima volta di essere in grado di fare bene. Incredibilmente così è stato e questa vittoria mi ha permesso di sottomettere quel tiranno che mi ha terrorizzato per 5 anni con i suoi concetti ed enigmi, perlomeno fino agli orali»
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Il prossimo anno sarà un nuovo inizio
«La mia ultima prova sarà un vero e proprio salto nel buio, dato che sarò la prima a essere interrogata in tutto il Liceo. Provo una certa nostalgia che nasce dal pensiero di aver finito tutte le prove scritte e con loro anche bigliettini, verifiche e bisbigliate del nostro percorso. Il prossimo anno sarà un nuovo inizio per tutti noi, ma guardando al passato avremo sempre lo sguardo assente, il cuore scalpitante e quel mezzo sorrisetto nel ripensare a tutte le disavventure, cazzate ed emozioni che sono state le colonne portanti del nostro percorso in quella giungla che chiamiamo superiori. Ora tra me e la maturità non resta altro che un colloquio con la commissione e non vedo l’ora di affrontarlo di petto».