A Udine

Il centrodestra ribadisce la voglia di unità e riunisce i possibili candidati

In pole position restano Fontanini, Colautti e Michelini. L'attuale presidente della Provincia dice: “Non voglio una corsa in salita, ma sul piano o addirittura in discesa”. Non è stato invitato Salmè

Il centrodestra ribadisce la voglia di unità e riunisce i possibili candidati (© Diario di Udine)

UDINE - L’appuntamento è tra qualche ora, alle 19, a palazzo Kechler, dove il centrodestra riunisce gli Stati generali sul tema 'Udine rialzati! Idee e prospettive'. L’iniziativa parte dal vice coordinatore regionale di Fi, Massimo Blasoni, e vedrà la partecipazione di Loris Michelini, capogruppo a Udine di Identità civica, Maurizio Franz, segretario di circoscrizione della Lega, Ugo Falcone, coordinatore provinciale dei FdI, Riccardo Riccardi, capogruppo in regione d FI, Paolo Soccimaro, coordinatore regionale di Fratelli d’Italia e a altri esponenti del centrodestra udinese. Sempre più determinato a ribaltare la tendenza che a Udine lo vede perdente dal Governo-Barazza, il primo sindaco eletto direttamente dai cittadini, il 7 maggio 1995.
«Ora o mai più» è il refrain del centrodestra udinese che oltre ad annusare le difficoltà del centrosinistra a trovare il sostituto di Furio Honsell, arrivato a fine corsa, è consapevole di essere trainato dal vento nazionale dopo i ripetuti successi in diverse città, non ultime quelle di Trieste, Pordenone, Gorizia e Monfalcone. E proprio per questo durante il vertice odierno si parlerà principalmente dell’unità del centrodestra. Quella, appunto, che ha consentito i recenti successi elettorali alle amministrative. Non a caso all’incontro non è stato invitato il leader della Fiamma nazionale, Stefano Salmè. Che, tuttavia, glissa così: «Ovvio che non sia invitato. Io sono uno dei candidati sindaci a capo di un gruppo di civiche la prima delle quali si chiamerà 'Io amo Udine'. E poi cn questo centrodestra non c’entro».

Insomma, il dibattito sulla scelta del candidato è rinviato. Ma in pole position rimangono il presidente della Provincia di Udine, Pietro Fontanini, il consigliere regionale di Alternativa popolare, Alessandro Colautti e il capogruppo di Identità civica, Loris Michelini. Fontanini conferma di voler correre. Ma precisa: «Non voglio una corsa in salita, ma sul piano o addirittura in discesa». Che fuori da metafora significa: «Corro soltanto con un centrodestra compatto». Fontanini si spinge oltre e aggiunge: «Per quanto mi riguarda, c’è spazio anche per Colautti».
Una dichiarazione in netta controtendenza on vasti settori del Carroccio – Salvini in primis – che bocciano ogni possibilità di intesa con gli alfaniani.  Neppure Blasoni chiude la porta in faccia a Colautti. Anzi, lo ritiene un possibile, buon candidato alla corsa per palazzo d’Aronco e in ogni caso un valore aggiunto per tutto lo schieramento. L’interessato, che pure era stato invitato, difficilmente sarà all’incontro odierno. Con lui dovrebbe dare forfait anche Riccardi. Entrambi sono impegnati in Consiglio regionale fino a tarda ora. Colautti ritiene che la partita per la scelta del candidato dovrebbe essere sganciata da altre trattative. «Questo – precisa – per evitare di finire nel tritacarne dello spigoloso interlocutorio tra Berlusconi e Salvini». Ma nel centrodestra udinese qualcuno fa notare che votando a Udine in contemporanea con le regionali non sarà facile pretendere di affrontare una trattativa in loco, slegata da equilibri per così dire di area vasta.

Intanto il centrodestra udinese si farà sospingere dalla ritrovata unità, che rimane una precondizione sia per la stesura del programma sia per l’individuazione del candidato sindaco. Una scelta che inevitabilmente innescherà nuove fibrillazioni. Anche perché, oltre a Fontanini e Colautti, vuole esserci anche Michelini. E attenzione anche alle sorprese dell’ultima ora…