13 dicembre 2018
Aggiornato 02:30

Magia Blues in Villa Varda: Doyle Bramhall II

Aprono i Savana Funk, emozionatissimi di stare su un palco del genere, un look invidiabile early 70's che colpisce quanto la prevedibilità dei loro giri. Applausi dettati più che altro dalla conterraneità per una prestazione senza infamia ne lode
Magia Blues in Villa Varda: Doyle Bramhall II
Magia Blues in Villa Varda: Doyle Bramhall II (Doyle Bramhall)

BRUGNERA - Sulla home page del sito "la magia di blues in villa" : messaggio essenziale e minimalista che riassume l'impatto che colpisce immediatamente lo spettatore. Qui pare che qualsiasi performance sarà un successo tanto è suggestiva l'atmosfera. Se poi l'esibizione è quella di calibri tipo Paolo Fresu, Christian McBride o Doyle Bramhall II ecco che lo spettacolo diventa magico, per l'appunto. Abbiamo seguito per voi il concerto del sopracitato Doyle Bramhall II, bluesman texano, figlio d'arte. Bluesman, etichetta a dir poco riduttiva e per l'artista in questione - e per il programma della manifestazione che spazia dal jazz al funk, senza risparmiarsi nulla.

Aprono i Savana Funk, emozionatissimi di stare su un palco del genere, un look invidiabile early 70's che colpisce quanto la prevedibilità dei loro giri. Applausi dettati più che altro dalla conterraneità per una prestazione senza infamia ne lode. Alle ventidue spaccate sale sul palco Doyle Bramhall, anche qui un look (non solo quello) che spacca: giacca nera e cappello da vero bluesman degli stati del sud, piegato da un lato oltre che decisamente (e volutamente) maltrattato a conferirgli un aurea vissuta. Atteggiamento indolente alla Dylan, riff alla Hendricks (è mancino!) e voce modulare very soul! Il prodotto finito è di pregevole fattura. E lo sanno bene Eric Clapton e Roger Waters (due nomi tanto per dire) che lo hanno voluto negli ultimi anni in collaborazione.

E' un blues per nulla scontato, decisamente equilibrato, più metropolitano che rurale e che non ha intenzione di strafare ne di spezzarsi da un momento all'altro. Decadente al punto giusto proprio come le mura un po' fatiscenti che si affacciano su questo lato di Villa Varda. I pezzi a chiudere (meno convincenti e più tradizionali) virano verso il rock più classico, con interminabili medley che rinascono da se stessi. Bramhall the Second che sa mescolare le carte al momento giusto, quando il batterista si trasferisce al sax contralto e tutto diventa decisamente jazzato con note di benemerenza da parte del pubblico. E a chiudere la rassegna ci saranno Jon Cleary ed il già menzionato contrabbassista Christian McBride (5 luglio), a suggellare degli incontri... magici a di poco!