24 novembre 2020
Aggiornato 16:30
finalmente gli esiti della maturità

La fine di un'avventura: gli esami sono finiti

La scuola è finita, quindi non resta altro che ringraziare tutti coloro che hanno reso questo viaggio meraviglioso. Chiara racconta gli ultimi istanti da studentessa.

TARVISIO - 83. Questo è il numero che per lo Stato rappresenta il mio percorso all'interno del Liceo Scientifico di Tarvisio. Facendo un reso conto di tutte le emozioni, paure e gioie provate tra le mura scolastiche dubito che quella cifra sia in grado di contenerle.

Un percorso in salita
Quest’anno è stato un vero e proprio tornado che ha spazzato via tutte le mie più radicate convinzioni e sicurezze, rendendolo molto difficile e laborioso. Molte cose sono cambiate nella mia vita in pochissimo tempo e spesso la paura di affrontare i problemi ha preso il sopravvento sulla ragione, facendomi commettere molti errori. Il rapporto con la scuola è stato un 'odi et amo', ma da settembre ho desiderato la fine di questa avventura più che mai. Oggi qualcosa è cambiato, perché mentre cercavo il mio nome tra le righe del foglio affisso sulla porta dell’atrio ho definitivamente realizzato che la scuola è finita.
Il colpo di grazia è stato veder andar via i miei compagni di classe per ritornare a casa: chi in Calabria, chi a Verona, chi molto lontano e chi più vicino; le lacrime erano previste e sono entrate in scena in men che non si dica. Il rapporto con questi ragazzi non è mai stato molto profondo gli anni precedenti, anche perché siamo sempre stati in sezioni differenti, ma la quinta ha creato un legame indelebile con ognuno di loro.

I saluti e gli addii
Come dimenticare le bevute con Alessandro e Andrea che si trasformavano in un dibattito politico ai livelli dei retori che guerreggiavano nell’Agorà, le studiate notturne con Francesco che non volevo finissero mai, le boccacce e i bacini con Cosma in classe, la meravigliosa giornata al lago post terza prova. Non potrò mai ringraziarli abbastanza per i meravigliosi ricordi che porterò nel cuore per tutta la vita. Ma ovviamente non ci sono solo loro, ma anche i fantastici 6 della sezione A. Siamo arrivati alla fine di questa storia decimati e stanchi come soldati al fronte, ma la nostra classe rimarrà una famiglia di scalmanati con litigate degne del Grande Fratello: le discussioni per i voti con Elide ed Elisabetta e l’ansia insensata che ci pervadeva prima della consegna dei compiti, le critiche serrate ai look partenopei di Luca e la sua perenne tranquillità che noi ragazze tanto invidiavamo, l’esasperazione di Paolo per le mille domande giornaliere che gli facevamo ed infine Camillo, prossimo alla santificazione, che mi ha sopportato come vicina di banco tutti questi anni e il pensiero di spostare il mio banco così lontano da lui mi fa mancare il fiato.

Un ultimo grazie ai professori
Infine vorrei dire un grazie ai miei professori che, come si dice sempre, sono stati dei maestri di vita, contribuendo a plasmare la persona che sono diventata.
Se non ci fossero stati loro sarei ancora la ragazzina che piagnucola in classe per un brutto voto, non lotta per ciò che vuole e pensa che nulla può cambiare. Voi avete un compito difficilissimo e spesso noi studenti non lo teniamo presente e ora mi sento di dire che mi avete insegnato a sognare. Ora so che accontentarsi non paga e che volere è potere, perché il lavoro duro è soddisfazione pura che abolisce i rimorsi. Tutta la mia classe deve ringraziare i miei docenti perché hanno sempre creduto in noi e nelle nostre potenzialità, non chiedendo mai nulla in cambio. Insieme alle superiori è finito un capitolo importantissimo della mia vita e le lacrime che ricoprono in questo momento la mia tastiera sono la conferma che mi sbagliavo ad inizio anno dicendo che non vedevo l’ora finisse tutto. In questo momento credo di poter rispondere alla domanda che mi ero posta la notte prima degli esami, perché ora so qual è la mia maturità: siete tutti voi.