29 marzo 2020
Aggiornato 22:30
L'attacco

Tanzi (Fi) chiede di 'congelare' il progetto di via Mercatovecchio

"L'ennesima fumata nera del cantiere per la pavimentazione della via sta mettendo a nudo l'incapacità amministrativa della sinistra, che si diletta a fare solo annunci spot per poi districarsi tra continue e repentine marce indietro"
Tanzi (Fi) chiede di 'congelare' il progetto di via Mercatovecchio
Tanzi (Fi) chiede di 'congelare' il progetto di via Mercatovecchio Diario di Udine

UDINE - «L'ennesima fumata nera del cantiere per la pavimentazione di via Mercatovecchio sta mettendo a nudo l'incapacità amministrativa della sinistra, che si diletta a fare solo annunci spot per poi districarsi tra continue e repentine marce indietro». A dirlo è il consigliere comunale di Forza Italia, Vincenzo Tanzi, che pur restando contrario all'opera, critica il continuo slittamento dell'apertura del cantiere, «frutto - a suo dire - di un pressappochismo amministrativo e decisionale».

«Sono quasi passati due mandati amministrativi, dieci anni di Honsell, e la sua giunta comunale continua come si potesse scherzare sul destino di via Mercatovecchio - aggiunge il consigliere forzista -. Il cantiere più importante degli  ultimi decenni del centro storico non può essere il risultato ultimo di un fine mandato travagliato e discusso come sono stati gli ultimi cinque anni del sindaco Honsell. Mesi e mesi di ritardi per poi (forse), nel mese di settembre, dare il via ai lavori, quando a fine ferie invece ci si aspetterebbe il ritorno a pieno regime delle attività economiche»

Tanzi è convinto che la maggioranza di palazzo d'Aronco non abbia «un progetto ben definito per la città». «Buon senso direbbe di congelare il tutto affinché sia la prossima amministrazione a farsi carico di capire e valutare se quell'opera sia davvero strategica per Udine e per il commercio cittadino. Il rischio, altrimenti, senza uno studio ben preciso sull'impatto che potrà avere nei prossimi decenni - conclude Tanzi - è che si arrivi allo spopolamento e a una desertificazione già annunciata di tutto il centro cittadino»