21 ottobre 2020
Aggiornato 23:00
La proposta

Revelant (Ar) presenta una legge per tagliare le tasse in montagna 

“Basta alibi e luoghi comuni: la montagna ha bisogno di un regime fiscale specifico”. Nella proposta spazio a una riduzione dell'Irap, all'azzeramento dell'Irpef regionale e alle agevolazioni fiscali. Basterebbero 25 milioni di euro

TOLMEZZO - «Riduzione totale dell’Irap nelle zone più svantaggiate del territorio montano. Azzeramento dell’addizionale Irpef regionale e comunale. Agevolazioni fiscali per le imprese a patto che vengano salvaguardati i livelli occupazionali». Sono i tre punti salienti della proposta di legge presentata in Consiglio regionale da Roberto Revelant (Autonomia Responsabile). Spiega Revelant: «La norma ha un obiettivo di fondo: creare le condizioni socio-economiche affinché la montagna friulana rialzi la testa e argini il fenomeno dello spopolamento. La fuga da quei territori è un processo in atto da decenni, che non si può fronteggiare a colpi di luoghi comuni, o con un atteggiamento di rassegnato fatalismo. La desertificazione della montagna non è irreversibile, come ci dimostrano i casi delle Province di Trento e Bolzano o della Valle D'Aosta, cresciute sensibilmente in termini di popolazione negli ultimi 60 anni grazie a scelte politiche lungimiranti. Ma serve una terapia shock per invertire la rotta».

Ancora Revelant: «La proposta di legge è costituita da due articoli e poche pagine. Non servono papiri, basta avere le idee chiare e toccare i punti realmente importanti. Del divario Nord-Sud leggiamo molte analisi, spesso condivisibili. Ma pochi pongono l’accento sulla dicotomia tra pianura e montagna, e sulle differenziali di sviluppo. Ricordo che, senza un piano specifico, rischiamo di condannare a morte la montagna ed estinguere la sua funzione territoriale, ambientale, economica e sociale. Semplicemente, non ce lo possiamo permettere. Per questo, visto che la nostra montagna subisce anche la concorrenza di Austria e Slovenia, serve un progetto dedicato, che preveda tagli alle tasse e agevolazioni per chi fa impresa. Mi preme evidenziare un ulteriore aspetto: l’esodo dalla montagna rischia di schiacciare la pianura e la costa. Assorbire nuovi residenti provenienti dalla montagna significa mettere in grande difficoltà equilibri consolidati, a iniziare dai servizi socio sanitari. Rischiamo di produrre un effetto molto pericoloso: desertificare i territori montani e congestionare porzioni di territorio già molto popolose, con gravi disagi sotto il profilo dei servizi, delle opportunità lavorative, del peso amministrativo e del consumo del suolo».

Revelant aggiunge: «La mia proposta di legge è lineare e chiara, così come precisa nell’individuare il budget necessario. Servono 25 milioni di euro complessivi, forse anche qualcosa in meno. Nell’ambito di un bilancio regionale, la spesa è ampiamente sostenibile. Queste iniziative, mirate ad una riduzione dell’imposizione a beneficio di chi in montagna vive o lavora, devono necessariamente essere affiancate da una politica di sviluppo e valorizzazione delle risorse naturali disponibili, a partire dalle grandi derivazioni idroelettriche. Stop alla svendita dell’acqua a società che pagano le tasse in altre regioni. In questi ultimi mesi di legislatura, mi aspetto che le mie proposte di legge per la montagna vengano discusse e approvate dall’aula. Il 2018 può essere l’anno della ripresa. Ma servono segnali e risorse dalla Regione». Chiude Renzo Tondo, capogruppo di Autonomia Responsabile, ricordando che «questa legge potrebbe chiudere un cerchio che avevo tratteggiato già nel 1998, da assessore alla montagna. All’epoca, avevo suddiviso per fasce il territorio montano, e previsto misure di sostegno speciale per le zone più esposte. La proposta di legge di Revelant consente, finalmente, alla montagna di competere ad armi pari con i territori limitrofi, a iniziare da Austria e Slovenia».