25 gennaio 2020
Aggiornato 12:00
25 luglio 2017

Sting, an Englishman in Cividale

Ciò che colpisce immediatamente è la presenza, il modo di occupare lo spazio, di esser perfettamente al centro. Un animale da palcoscenico che fa della sobrietà e dell'eleganza il proprio biglietto da visita
Sting, an Englishman in Cividale
Sting, an Englishman in Cividale

CIVIDALE - E così Mittelfest chiude con il botto anche quest'anno. La scorsa edizione Santana e questa nientemeno che Sting, in quello che sarà l'evento più atteso dell'estate 2017 in FVG. Settemila persone al parco della Lesa attendono un'icona degli anni 70-80-90-00, e oltre. File interminabili da metà pomeriggio in una location che (a mio modesto avviso) non è adatta ad ospitare manifestazioni di tale portata. Ma poi arriva Sting e tutto passa in secondo piano. Ciò che colpisce immediatamente è la presenza, il modo di occupare lo spazio, di esser perfettamente al centro. Un animale da palcoscenico che fa della sobrietà e dell'eleganza il proprio biglietto da visita. "Englishman in New York" applauditissima.

Less is more. Massima che nasce in architettura e si applica a tutte le arti, alla musica. Ed ecco i brani dei Police: chitarra, batteria, basso. E la voce, di Sting. Tutto molto semplice, tutto molto diretto. "Spirits in the material world" - è un'ovazione. E mai brano poteva essere più azzeccato alla descrizione meteorologica, siamo sotto i quindici gradi con vento che tira dalle valli del Natisone. "Per esser marzo non è neanche male", girano battute pre-concerto in poltronissima. Per il 25 di luglio un po' meno male.

Dress code: giacconi tecnici antivento, felpe, maglioni. Ma non per Sting, tombeur-de-femmes per eccellenza, che quando si toglie la giacca fa esplodere in tripudio il parterre femminile. Sessantasei anni portati magnificamente, fisico asciutto, t-shirt attillata, prestanza invidiabile. Yoga, tantra e vino toscano evidentemente è un lifestyle che paga!

Gordon Matthew Thomas Sumner, carisma da vendere. Quattro decenni ai vertici non si mantengono per caso. E sedici anni or sono lo vidi in quel di Palmanova, ricordo che mi diede la medesima impressione di esser totalmente in controllo sulla propria esibizione, e di conseguenza di trasmetterlo a musicisti e pubblico. Inimitabile  nel caratteristico stile di suonare il basso, petto in fuori e le ginocchia che si toccano, a conferma che la sua non è solamente una prestazione musicale ma soprattutto estetica. La carriera solita con "Mad about you" a celebrare il periodo più decadente della medesima. Piccola nota un po' fuori luogo, l'apertura del live concessa a suo figlio, simile solamente nelle tonalità ed il prevedibile tributo a DavidBowie, del quale si riconosce però la qualità della performance.

Ma su tutto tiene banco ancora la scaletta Police, "So lonely" potentissima. Ed "Every breathe you take" che tutti cantano a memoria. Un lento intimista a chiudere, poco probabile ma di raro effetto a suggellare il concerto - perfetto - di Sting. L'intelligenza di presentarsi giovanile senza esser patetico; la forza di una musica che pur non essendo rappresentativa, evocativa - ti regala un senso di sicurezza, di squisita eleganza, che non è mai invadente. Il lavoro costante, la professionalità che paga. Tutti gli ingredienti per essere al top da oltre quarant'anni. 

E poi lo stile, da vero englishman. A Cividale.

Sting, an Englishman in Cividale

Sting, an Englishman in Cividale (© Simone di Luca)

Sting, an Englishman in Cividale

Sting, an Englishman in Cividale (© Simone di Luca)