Feste e sagre

A Cividale del Friuli si attende il Palio di San Donato

Il 18, 19 e 20 agosto si potranno rivivere le straordinarie atmosfere dell'epoca medievale in tre giorni di festa, divertimento e rievocazione storica da non perdere

A Cividale del Friuli il Palio di San Donato (© Riabchynskaia - shutterstock.com)

CIVIDALE DEL FRIULI - Giullari, giocolieri, musici e cavalieri. Questo e molto altro attende i visitatori il 18, 19 e 20 a Cividale del Friuli nella libera e giocosa follia di tre giorni di festa del Palio di San Donato in cui un'intera città si fa palcoscenico di un'epoca. Dall’anno 2000 a Cividale si rievoca il celebre torneo che fin dalla metà del XIV secolo vi si svolgeva in occasione della festività del venerato patrono, San Donato (21 agosto). Per tre giornate, il venerdì, il sabato e la domenica, la Città Ducale si spoglia dalle sue consuete vesti per diventare un palcoscenico medievale e rievocare l’atmosfera del primo Palio. Partecipando si potrà vivere l’emozione delle gare dei campioni dei borghi cittadini che si contendono l’ambito trofeo, assaggiare e gustare le pietanze dai sapori antichi delle locande, lasciarsi abbagliare dai colori delle mercanzie esposte sui banchi, farsi sedurre dai suoni e dalle parole di musici e tamburi, giullari e giocolieri, menestrelli e sputa fuoco e lasciarsi condurre da nobili e popolani, dame e cavalieri, nella libera e giocosa follia di tre giorni di festa.

Il palio
Il Palio di San Donato consisteva in un confronto di arcieri, balestrieri ed in seguito archibugieri, in rappresentanza di borghi cittadini e di altre città o castelli. A tali prove si aggiungevano quelle della corsa a piedi e a cavallo, in una cornice di fastosi intrattenimenti, con grande affluenza di nobili e popolani. La competizione vedeva contendenti di svariata provenienza, oltre che una massiccia presenza di udinesi, giungevano rappresentanti anche da Treviso, Venezia e Muggia. Alla gara del 1548 si iscrissero 79 partecipanti. Le corse a cavallo si svolgevano di preferenza su un percorso che si snodava dal campanile del Duomo fino alla pietra, detta della corsa, oltre l'abitato di Gagliano, cippo tutt'ora esistente. I premi per i vincitori consistevano in preziosi tessuti e, anche per il valore di questi, il palio era un trofeo molto ambito. Affinché fossero adeguati all'importanza ed al prestigio della città, non si badava a spese: se necessario si acquistavano a Venezia. Nel 1484 il palio del Comune, esposto per essere balestrato, era di panno; poteva trattarsi anche di damasco cremisino, damasco giallo od altro, sempre comunque della migliore qualità. L'ultimo classificato riceveva la proverbiale porcellina, oppure uno sparviero o un gallo. Per informazioni: www.paliodicividale.it, 0432 710460.