Il caso

Ore 9.12: l'omicida si costituisce: "Ho strangolato la mia ragazza"

Comincia con un dramma il mese di agosto in Friuli: Francesco Mazzega ha raccontato agli agenti della Polstrada di aver ucciso con le proprie mani, Nadia Orlando, 21enne di Dignano

Ore 9.12: l'omicida si costituisce: "Ho strangolato la mia ragazza" (© Diario di Udine)

PALMANOVA – Alle 9.12 qualcuno suona il campanello della caserma della Polizia stradale di Palmanova. E' Francesco Mazzega, il 36enne di Spilimbergo (è originario di Muzzana) che da lì a pochi minuti confesserà il delitto della propria fidanzata. L'ennesimo femminicidio. 

L'uomo si è costituito dopo una notte in auto
Comincia con questo orrore il mese di agosto in Friuli: Mazzega racconta agli agenti della Polstrada di aver ucciso con le proprie mani, strangolandola, Nadia Orlando, 21enne di Dignano. Il delitto sarebbe avvenuto nella notte tra lunedì e martedì proprio nelle vicinanze del paese di lei, nella Toyota Yaris con cui l’uomo si è presentato in caserma. A bordo c’è ancora il cadavere di Nadia: Mazzega si è costituito dopo aver peregrinato per tutta la notte, con accanto, sul sedile anteriore, il corpo senza vita della sua ragazza.

I due lavoravano insieme 
Una storia straziante che va ancora chiarita nei dettagli, soprattutto per quanto riguarda il movente. Pare che la coppia avesse avuto degli screzi negli ultimi giorni, una discussione come tante, e che Francesco proprio lunedì sera stesse tentando un riavvicinamento. Gli agenti della Squadra mobile di Udine e il pm di turno, Letizia Puppa, stanno interrogando il ragazzo ormai dalle 12. Da quanto è trapelato si sa che i genitori della ragazza avevano sporto denuncia nelle prime ore di martedì non vedendo rincasare la ragazza, forse con il presentimento che le potesse essere successo qualcosa. Magari un incidente stradale: mai avrebbero immaginato un epilogo così tragico. I due, oltre a essere una coppia nella vita, lavoravano anche insieme, alla Lima di San Daniele del Friuli, azienda specializzata in protesi ortopediche. 

Una tragedia immane
«È una tragedia immane: non ci saremmo mai aspettati una cosa del genere». Sono le parole pronunciate da una parente di Nadia all'uscita dall'abitazione dove la ragazza viveva con i genitori e un fratello, riportate dall’Ansa.