L'omicidio

Gelosia e possessività dietro al raptus di Francesco Mazzega

A ricostruire l’accaduto è stato il capo della Squadra mobile di Udine, Massimiliano Ortolan, dopo più di 5 ore di interrogatorio. Durante un incontro chiarificatore tra i due, il 36enne ha messo le mani al collo di Nadia Orlando, 21enne, uccidendola

Nadia Orlando (© Facebook)

DIGNANO – Un vero e proprio raptus, sicuramente non premeditato. Tra Francesco Mazzega il 36enne di Spilimbergo e Nadia Orlando, la 21enne di Dignano, qualcosa non funzionava, ma nulla di così grave da poter far presagire il triste epilogo. Qualche discussione legata alla gelosia e alla possessività di lui, forse dettata anche dalla grande differenza di età, che purtroppo lunedì sera è sfociata nell’omicidio di una donna, l’ennesimo. 

La ricostruzione dell’omicidio
A ricostruire l’accaduto è stato il capo della Squadra mobile di Udine, Massimiliano Ortolan, dopo più di 5 ore di interrogatorio. «Il ragazzo ha raccontato di aver voluto un incontro chiarificatore con la giovane dopo che erano emerse piccole problematiche nel rapporto», ha spiegato Ortolan. Un incontro che però si è rivelato fatale per Nadia. «Verso le 20 di lunedì è passato a prenderla in auto – continua il vicequestore di Udine – e insieme sono andati sul greto del Tagliamento, a Dignano, per parlare. Una discussione diventata accesa e forse per qualche parola di troppo o qualche offesa, lui le ha messo le mani sul collo». La ragazza è tramortita ma ancora viva, tanto che i due decidono di andare subito all’ospedale di Spilimbergo. Ma lungo la strada Nadia perde i sensi, per non risvegliarsi più. Francesco, invece di andare in ospedale, si fa prendere dal panico, comincia a vagare per il Friuli, con il corpo della giovane al suo fianco, sul sedile anteriore dell’auto, raggiungendo anche il confine della Slovenia per poi decidere di costituirsi, martedì mattina alle 9.12, nella caserma della Polizia stradale di Palmanova.

Il movente
Non pare esserci un vero motivo dietro all’omicidio di Nadia Orlando. Così prova a spiegarlo Massimiliano Ortolan: «Evidentemente c’erano piccole ragioni o piccole cose che hanno fatto scattare la molla nel ragazzo. Probabilmente un’incompatibilità dovuta alla differenza di età, che è emersa con violenza quando la discussione è diventata più accesa». Mazzega si rende conto della gravità della situazione, tanto che Ortolan lo definisce «stremato dalla nottata e distrutto dal dolore». L’omicida, durante l’interrogatorio, si lascia sfuggire anche un «la mia vita è finita», rifiutando di incontrare i suoi genitori. Troppo grande la vergogna per un gesto sconsiderato che ha portato via una giovane di appena 21 anni, che di lui si fidava.

Due comunità sconvolte
Ovviamente grande il dolore della comunità di Vidulis di Dignano, dove Nadia viveva con i genitori. Parenti e amici sconvolti per quanto accaduto, che ha fatto piombare un’intera comunità nel lutto. In molti ricordano il sorriso e la spensieratezza di Nadia, che fino a domenica era impegnata nella sagra del paese dietro al bando dei gelati. Anche a Muzzana, località di origine di Mazzega, lo sconcerto prende il sopravvento. Sembrava un bravo ragazzo, si affrettano a dire tutti, sembravano una bella coppia, aggiungono altri. I due lavoravano insieme, alla Lima di San Daniele, ma anche qui la voglia di parlare è poca. Questo è il momento del silenzio, del dolore, della ricerca di una spiegazione a un fatto che, di logico e razionale, non ha nulla.