Il caso

Omicidio di Dignano: Mazzega trasferito nel reparto di psichiatria

L'uomo, accusato di aver ucciso la fidanzata 21enne, è in stato di fermo da martedì sera. "Ho tolto la vita a una persona, alla persona che amavo. L'ho tolta a me e ai miei genitori". Queste le sue parole. Sulla vicenda è intervenuto anche l'arcivescovo Mazzocato

Omicidio di Dignano: Mazzega trasferito nel reparto di psichiatria (© Diario di Udine)

UDINE - Francesco Mazzega, l'uomo di 36 anni accusato dell'omicidio della fidanzata, la 21enne Nadia Orlando, da martedì sera è in stato di fermo. Nel pomeriggio di mercoledì, come si apprende dal suo difensore, l'avvocato Nicoletta Menosso, è stato trasferito nel reparto di psichiatria dell'ospedale di Udine. «Penso - ha riferito l'avvocato Menosso - che questo dipinga il suo stato di salute. Il ragazzo è in stato di shock e ha bisogno di aiuto». Mazzega era già stato visitato mercoledì mattina nell'infermeria del carcere e poi era tornato in cella. In mattinata aveva avuto anche un colloquio con uno psicologo della struttura penitenziaria. «Ho tolto la vita a una persona, alla persona che amavo. L'ho tolta a me e ai miei genitori», ha detto Mazzega nel colloquio con il suo difensore.

Le indagini proseguono
Intanto gli inquirenti continuano a indagare per ricostruire il rapporto tra Francesco e Nadia. Nella giornata di mercoledì, in Questura, a Udine, sono stati ascoltati gli amici della coppia e alcuni parenti. Ciò che preme agli investigatori, diretti dal vicequestore Massimiliano Ortolan, è fare luce sulla relazione tra i due ragazzi, alla ricerca di qualche indizio utile a motivare la reazione violenza del 36enne. Anche per questo è stato sequestrato il computer di Mazzega nella sua casa di Spilimbergo. 

Le parole dell'arcivescovo
«Non ho elementi per capire le cause che hanno scatenato un gesto di tale insana violenza che ci lascia tutti sbigottiti. Mi raccolgo, piuttosto, in preghiera affidando Nadia alle braccia materne e pietose di Maria che lei aveva spesso pregato, essendo una giovane di fede e partecipe alle celebrazioni liturgiche della sua comunità cristiana di Vidulis», queste le parole dell’arcivescovo di Udine, monsignor Andrea Bruno Mazzocato, alla notizia della tragica morte di Nadia Orlando. «Prego – continua Mazzocato, raggiunto telefonicamente dal settimanale diocesano 'La Vita Cattolica' mentre stava rientrando dal pellegrinaggio a Loreto con l’Unitalsi – per i suoi genitori e per il fratello, straziati da un dolore che spezza il cuore e che solo la forza che viene dal Signore e la solidarietà di tante persone possono rendere più sostenibile. Il mio pensiero, in preghiera, si rivolge anche all’artefice del delitto, Francesco Mazzega. Negli oscuri meandri della sua coscienza Dio porti un po’ di luce grazie alla quale potrà capire e, per quanto possibile, riparare. Penso, pure, ai genitori e ai familiari di Francesco, ugualmente colpiti da questa tragedia per la quale sarà difficile darsi pace. Invoco, infine, una particolare benedizione di Dio sulla comunità di Vidulis e su tutti noi che ci sentiamo feriti e impotenti di fronte a questa tragedia. Nel dolore sia uno stimolo a stringere tra noi legami di più forte solidarietà».