Polemica estiva

Il Tiramisù diventa un 'caso' tra Fvg e Veneto

Il fatto che il dolce conosciuto e apprezzato in tutto il mondo sia stato dichiarato prodotto tradizionale del Fvg dal Ministero delle Politiche agricole ha infastidito, e non poco, il governatore del Veneto Luca Zaia, che si è detto pronto a impugnare il provvedimento. Una posizione che l'assessore Cristiano Shaurli non solo non accetta ma nemmeno comprende

Il Tiramisù diventa un 'caso' tra Fvg e Veneto (© Adobe Stock)

FVG - Scontro istituzionale sull'asse Friuli Venezia Giulia-Veneto sul Tiramisù. Il fatto che il dolce conosciuto e apprezzato in tutto il mondo sia stato dichiarato prodotto tradizionale del Fvg dal Ministero delle Politiche agricole ha infastidito, e non poco, il governatore del Veneto Luca Zaia, che si è detto pronto a impugnare il provvedimento. Una posizione che l'assessore Cristiano Shaurli non solo non accetta ma nemmeno comprende. 

Le parole del governatore Zaia 
«Di fronte a questo decreto resto letteralmente basito. Mi auguro che il ministro lo abbia fatto in buona fede e che qualcuno gli abbia rifilato carte non completamente esatte, altrimenti ci sarebbe veramente da preoccuparsi». Così il presidente del Veneto Luca Zaia ha 'bollato' il decreto del Ministero delle Politiche agricole sul tiramisù "friulano». Lo stesso Zaia si dice pronto a impugnare se non dovessero essere ascoltare le ragioni dei veneti e lo stesso non dovesse essere ritirato.

La replica dell'assessore Shaurli
«Sono incomprensibili le polemiche e i nervosismi di Zaia sul riconoscimento del Tiramisù come prodotto tradizionale del Friuli Venezia Giulia». Lo ha affermato l'assessore regionale alle Risorse agricole e forestali, Cristiano Shaurli, replicando al presidente della Regione Veneto, Luca Zaia. «L'iter partito dall'autorevole richiesta dell'Accademia della Cucina - ha spiegato Shaurli - è stato seguito con attenzione e professionalità dall'Ersa e la documentazione prodotta ha portato ad un atto, già pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, che sancisce l'origine di un piatto ed afferma che, seppur famoso ormai in tutto il mondo, questo è nato e appartiene alla tradizione del Friuli Venezia Giulia ed al 'saper fare' dei suoi abitanti». Per Shaurli «non c'è nessun antagonismo o 'guerra' in atto, solo l'orgoglio e la volontà di dar merito a chi ha creato quello che è diventato uno dei capisaldi del Made in Italy nel mondo. "Riconosco certo - ha puntualizzato - le capacità 'commerciali' dei veneti ma ovviamente conosco anche il 'saper fare' friulano, e ne sono orgoglioso».

Il caso Prosecco
«Al presidente Zaia ricordo che siamo generosi perché - ha aggiunto Shaurli - anche il Prosecco, come da disciplinare di tutela, è nato e ha origine in Friuli Venezia Giulia e, senza quel nostro Comune del Carso, nessuna denominazione di origine sarebbe stata possibile. Certo, possiamo essere anche una piccola regione, ma abbiamo grandi qualità, storia e tradizioni che abbiamo intenzione di continuare a tutelare». «Se poi il nervosismo dovesse rimanere, invito il presidente del Veneto a venire a rilassarsi sulle nostre splendide montagne. Da Tarviso a Sappada - ha concluso - le opportunità non mancano».