Il caso

La lettera del papà di Nadia: "Io padre mi sento una nullità a essere uomo"

"Quello che è successo a noi è giusto che non rimanga cosa quotidiana per un mondo di ‘uomini maschi’ - scrive - che vedono l'allegria, la cordialità, il rapporto umano con tutti indistintamente come un modo per alimentare inutili gelosie”. La famiglia della 21enne di Dignano rompe il silenzio dopo l'omicidio

La lettera del papà di Nadia: "Io padre mi sento una nullità a essere uomo" (© Diario di Udine)

DIGNANO – «La nostra Nadia era una ragazza buona, e per dimostrare il suo splendore nel tempo, non andava toccata. Quello che è successo a noi è giusto che non rimanga cosa quotidiana per un mondo di ‘uomini maschi’ (non lo scrivo in maiuscolo e mi sento, io padre, una nullità a essere uomo) che vedono l'allegria, la cordialità, il rapporto umano con tutti indistintamente come un modo per alimentare inutili gelosie». Parole di dolore e di rabbia, ficcanti ma allo stesso tempo di grande dignità. Sono quelle che il papà di Nadia Orlando ha voluto lasciare su un foglio a quadrettoni. Parole scritte a mano, in maiuscolo, che rompono il silenzio degli ultimi giorni. Una famiglia, quella di Nadia, distrutta dal dolore per la perdita della figlia, strangolata dal fidanzato, Francesco Mazzega, che comunque sta trovando la forza per andare avanti.

Una lettera nella quale il papà di Nadia parla di sua figlia come un fiore, che non andava reciso, che andava lasciata ‘libera’ di vivere con la sua bellezza e la sua spontaneità. «Vidulis, in questo paesino di campagna dove tutti si conoscono, gli anziani evitano di cogliere i fiori di campo perché una volta recisi non hanno lunga durata in un vaso sul tavolo di casa. La gioia è ammirarli dove crescono spontanei, la radice poi la prossima stagione rifiorirà anche più bella».

Nella lettera c’è anche un passaggio dedicato al concetto di amore: «La vita è un regalo da confezionare e salvaguardare, da scartare piano piano con libertà reciproca e condivisione di intenti. Questo è amore, è famiglia, è vita. Ti vogliamo tutti bene. Un bacio per essere stata membro di questa famiglia». Uno scritto che trasuda di amore verso quella figlia strappata troppo presto all’affetto dei suoi cari, che in qualche modo mette tutti in guardia su quei rapporti ‘deviati’ dalla troppa possessività o da una gelosia eccessiva. Libertà reciproca e condivisione di intenti: questo è amore. Scrive il papà di Nadia. Una lezione per tutti.