XXIII INDAGINE CONGIUNTURALE

Confartigianato Udine: il fatturato tiene per il 70% delle imprese

Confermate le criticità: carenza di domanda, tempi lunghi dei pagamenti, concorrenza sleale e nei servizi dei comuni il primo della classe è Pradamano. Tilatti: «Artigiani campioni d’innovazione nella sopravvivenza» 

Confartigianato Udine: il fatturato tiene per il 70% delle imprese (© Diario di Udine)

UDINE - Dopo anni poco incoraggianti, anni in cui oltre la metà delle imprese dichiaravano di aver visto decrescere il fatturato, il primo semestre 2017 regala un timido segnale di speranza. Sette imprese artigiane su dieci dicono infatti di aver confermato, se non aumentato, il fatturato dell’anno precedente. E’ la prima buona notizia che viene dalla XXIII indagine congiunturale di Confartigianato-Imprese Udine presentata nella sede dell’associazione in via del Pozzo dal presidente provinciale di Confartigianato-imprese, Graziano Tilatti, insieme alla vicepresidente vicaria Edgarda Fiorini, al segretario Gian Luca Gortani e al responsabile dell’Ufficio studi di Confartigianato Udine, Nicola Serio. Svolta dal 5 al 26 luglio, l’indagine ha coinvolto 601 imprese del territorio provinciale, intervistate dall’Irtef di Udine per conto dell’associazione. Regala un’istantanea aggiornata sull’opinione delle aziende rispetto alle principali questioni che investono l’artigianato. 

Fatturato. Se la prima istantanea scattata dal report è positiva con la gran maggioranza delle imprese che mantengono le posizioni acquisite o crescono, l’indicatore più utilizzato nelle indagini congiunturali, ovvero il saldo d’opinione è ancora negativo se si considera la differenza tra imprese con fatturato in crescita e quelle con fatturato in calo (-7,9%), diventa leggermente positivo se si considerano anche i giudizi di stabilità con tendenza al più o al meno (+0,7%). Nel dettaglio: per il 17,6% il giro d’affari è stabile, per il 19,8 stabile tendente al più, per il 16,7% in lieve crescita, in forte aumento per il 5%. Al contrario per l’11,2% è stabile tendente al meno, per il 20,5% il fatturato decresce lievemente, con maggiore incidenza per il 9,2%, percentuale ancora significativa ma più che dimezzata rispetto ai 12 mesi precedenti quando aveva raggiunto quota 22,6%. Il saldo d’opinione sugli occupati è positivo: +4,6%. Tradotto in posti di lavoro significa 29 addetti in più (da giugno 2016 allo stesso mese del 2017) per 329 imprese. Agli imprenditori va il plauso del presidente di Confartigianato-Imprese Udine, Graziano Tilatti: «Dico loro grazie per aver resistito, per essere diventati campioni di innovazione nella sopravvivenza, di rappresentare un segnale positivo in questa regione dove tutto sembra cedere il passo. Gli artigiani dimostrano invece di credere ancora nello sviluppo e nel lavoro». L’indagine conferma un dato certificato già dalla precedente. Soffrono meno le imprese che hanno come mercato di sbocco la subfornitura piuttosto che quello dei consumatori finali. Il saldo d’opinione di chi lavora nel mercato della subfornitura si attesta al +4,4%, cresciuto di uno 0,8% rispetto al +3,6% del semestre precedente. Resta invece negativo quello sul mercato dei privati, -14,7%, meno del precedente (-19,3%). 

Comparti, nodi e fiducia
 Rimangono in crisi di fatturato i settori più legati alla domanda interna delle famiglie e con imprese meno strutturate. Dalle costruzioni ai servizi. Il saldo d’opinione per le prime si attesta a -7,6%, negativo ma molto meno del semestre precedente (-24,5%) a differenza dei servizi dove invece da -7,5% si passa a -13,6%. Leggero segno meno anche per le manifatture considerate nel complesso: da zero scendono a -1,3%. Soffrono di più automotive e trasporti (-23% il saldo d’opinione sul fatturato), made in Italy (-20%), edilizia (-15,4%), servizi alle imprese (-10,3%) e alla persona (-11,9) al contrario del legno arredo, che il +7% del saldo d’opinione conferma sulla strada della ripresa, e delle manifatture e subforniture (+25%). 
Ai primi posti delle criticità restano saldi i tempi lunghi dei pagamenti, denunciati dal 47,5% delle imprese intervistate (-11,1% rispetto alla precedente congiuntura) e l’aumento della concorrenza sleale (37,6%). Molto penalizzante per gli artigiani che operano sul mercato locale (servizi alla persona, impianti e piccoli lavori edili) è il basso consumo delle famiglie: 4 aziende su 10 dichiarano di avere problemi di domanda con riduzione dei clienti o della spesa media per cliente. L’indebitamento con le banche - ancora importante ma inferiore, oggi è sceso al 43%, rispetto al periodo 2013-15 quando interessava oltre la metà delle imprese artigiane.
Quella per la propria impresa e la capacità di competere resta invariata. Su una scala che va da 1 a 10 la media delle risposte si piazza al 7,2 confermando il sentiment di gennaio. Ai minimi termini resta invece la fiducia che gli artigiani riservano all’economia nazionale. La bocciatura in questo caso è sonora: 3,7. 

Focus Comuni
Per gli artigiani e le imprese in generale i servizi comunali sono di fondamentale importanza. Più sono efficienti, rapidi e possibilmente competitivi, anche nelle tariffe, più contribuiscono al buon andamento delle attività imprenditoriali. Per questo, ai 601 imprenditori intervistati nell’ambito della Congiunturale è stato chiesto di esprimere un giudizio sui servizi e sui singoli comuni. Tra i 14 comuni per cui sono stati espressi dagli imprenditori almeno 10 voti, al primo posto si piazza Pradamano (11 voti che valgono un voto medio di 7,36), al secondo Gemona (11 voti, 6,91), quindi Tavagnacco (22 voti, 6,77). Leggermente insufficienti a giudizio degli intervistati sono solo il Comune di Udine (57 voti, 5,56) e quello di Tarcento (12 voti, 5,50). «Essere vicino ai territori significa essere vicino alle imprese» dichiara il presidente Tilatti che invita i Comuni in generale a «fare sempre meglio» invitando quelli nelle ultime posizioni «a ragionare sul motivo del giudizio e invertire la propria opera amministrativa. Non si tratta evidentemente di una pagella vera e propria, tantomeno definitiva - aggiunge il presidente - ma di una fotografia che speriamo in futuro possa modificarsi positivamente».