Il bilancio

Il Trieste Airport cresce più del previsto: record di passeggeri a luglio

Da gennaio a luglio 2017 più 9,5% di passeggeri e più 14,5% di movimenti. Il 30 luglio si sono toccati 5.387 passeggeri, secondo miglior risultato dal 1961 a oggi. Bene anche i numeri, con l'utile che sfiora i 3 milioni di euro. Ora si cerca un partner industriale per crescere ancora

Il Trieste Airport cresce più del previsto: record di passeggeri a luglio (© Diario di Udine)

UDINE – «I primi 6 mesi del 2017 hanno restituito risultati superiori alle aspettative». A dirlo è la presidente della Regione Debora Serracchiani facendo riferimento ai dati dell’aeroporto del Friuli Venezia Giulia, Trieste Airport. «Facendo le dovute proporzioni – aggiunge – è una delle infrastrutture strategiche su cui facciamo gli investimenti più consistenti. E i risultati ci stanno dando ragione: le scelte fatte sono state giuste».
Al di là dell’aspetto politico delle parole di Serracchiani, sono i numeri a colpire positivamente: da gennaio a luglio 2017 il Trieste Airport ha visto crescere del 9,5% i passeggeri e del 14,5% i movimenti, molto al di sopra delle previsioni del piano industriale. Luglio è stato un mese da record, con un più 25,8% di passeggeri e un più 16,6% di movimenti rispetto allo stesso mese del 2016. Il 30 luglio, ad esempio, si sono toccati 5.387 passeggeri, secondo miglior risultato dal 1961 a oggi.

Voli nazionali e internazionali quasi tutti pieni
«L’obiettivo per il 2018 – precisa Serracchiani – è completare la prima fase del piano industriale: innanzitutto portare a termine l'efficientamento dell’azienda, che andava rimessa in ordine sia sotto il profilo del profitto che della produttività. In questo senso saranno aumentati i numeri delle destinazioni internazionali. Puntiamo poi all’apertura di un collegamento con un terzo hub dopo quelli di Roma e Monaco, al consolidamento delle destinazioni nazionali e all’arrivo di nuovi voli charter legati al lavoro di PromoturismoFvg». Oggi il Trieste Airport è uno scalo frequentato da 11 compagnie aeree e da 100 voli, con un load factor (percentuale dei posti effettivamente occupati rispetto a quelli disponibili sul velivolo) del 71% sulle linee nazionali e  del 73% su quelle internazionali.

L'utile è di 2,8 milioni di euro
Durante la presentazione dei numeri, la parte finanziaria, Serracchinai, l’ha lasciata al presidente dell’Aeroporto Fvg, Antonio Marano. «Nel 2016 avevamo una previsione di margine operativo lordo di 1,3 milioni di euro, ma abbiamo chiuso con 1,7 milioni di euro. Per il 2017, a fronte di una previsione di 3,6 milioni di euro, chiuderemo a 5,2 milioni. Per quanto riguarda il risultato netto, il 2017, a fronte di una previsione di un utile di 1,2 milioni di euro, si chiuderà con un più 2,8 milioni di euro». Numeri rilevanti soprattutto se confortati con quelli del 2016, quando l’utile era stato di 340 mila euro. Marano ha fatto riferimento anche al piano di investimenti, che tra il 2016 e il 2019 toccherà quota 38 milioni di euro (24 milioni dei quali di fondi del Trieste Airport). «Tra le opere principali ci sono il Polo intermodale, che sarà consegnato alla fine di febbraio 2018, per entrare in funzione nel marzo dello stesso anno, e il rifacimento della pista di atterraggio».
A livello strategico, risanato la situazione, l’obiettivo ora è quello di individuare un partner industriale (e non finanziario) in grado di dare un respiro ancora maggiore alla struttura, come accaduto per gli scali di Bologna, Linate o Orio al Serio. «Per fortuna che, in tal senso, non c’è stato un accordo con Venezia qualche anno fa – chiarisce Serracchiani – perché avremmo assistito a una vera e propria svendita dello scalo del Fvg e a un conseguente depauperamento del territorio. Non vogliamo una privatizzazione dell’aeroporto, ma l'affiancamento di un partner in grado di far crescere il nostro scalo per dare nuova linfa alla trattativa con le compagnie aeree».