L'avventura a lieto fine

"Abbiamo rischiato la vita quando si è scatenata la tromba d'aria" 

Pericolo scampato per un gruppo di sei persone durante un'escursione di speleo-trekking organizzata al Fontanon di Goriuda per visitare una delle grotte più conosciute del Parco Naturale delle Prealpi Giulie: l'acqua ha raggiunto livelli anomali, mettendo a rischio la loro sopravvivenza

"Abbiamo rischiato la vita quando si è scatenata la tromba d'aria"  (© www.speleo-team.it)

CHIUSAFORTE – Un gruppo formato da tre donne, due anziani e una guida speleologica ha rischiato di rimanere intrappolato all'interno delle insenature del Fontanon di Goriuda o, ancor peggio, di mettere in pericolo la propria vita a causa della tempesta che si è abbattuta giovedì 10 agosto su tutta la regione. L'episodio si è verificato nel primo pomeriggio alla grotta Fontanon di Goriuda situata in Val Raccolana, sulla strada che porta da Chiusaforte a Sella Nevea, dove il gruppo si apprestava a vivere quella che doveva essere un'esperienza adrenalinica e indimenticabile. Di certo lo è stata, ma per altri motivi.

All'improvviso l'innalzamento del livello dell'acqua 
Lasciate le macchine al parcheggio vicino all'agriturismo Campo Base Alpi Giulie, la comitiva ha raggiunto la cascata con una breve passeggiata nel bosco a piedi. Alla partenza il tempo era soleggiato. Entrati hanno lasciato gli zaini con gli effetti personali in un'insenatura asciutta della grotta e attorno alle 16 si sono addentrati per l'esplorazione, provvisti di tutto l'equipaggiamento necessario, giubbotto salvagente compreso. L’escursione, considerata di livello facile e adatta a tutti, inizia con un percorso che porta dapprima alla cascata del Fontanon di Goriuda, a circa 10 minuti dall’ingresso della grotta (la cascata è lo scarico dei sistemi carsici che drenano l’acqua sul soprastante altipiano del Canin), per poi continuare all'interno della caverna diventando una vera e propria gita esplorativa che dalla galleria d’ingresso porta fino a un laghetto, superabile a bordo di un piccolo gommone. Il percorso termina quando si giunge al 1° sifone. Una volta raggiunta la meta, nella località montana si è scatenata la tromba d'aria e in un attimo la grotta si è riempita d'acqua, situazione anomala perchè normalmente si verifica con lo scioglimento dei ghiacciai o dopo giorni di continue e incessanti precipitazioni. 

Il racconto di una delle partecipanti 
E.V., una delle sei partecipanti, racconta: «All'improvviso abbiamo sentito uno scrocio assordante, non capivamo cosa fosse, ci siamo preoccupati. E' in quel momento che la guida ha deciso di tornare indietro. All'interno l'ambiente era buio e la sola luce che avevamo era quella della torcia dei nostri caschetti. Con l'aiuto del gommone e della lucidità del nostro accompagnatore abbiamo 'percorso' a ritroso la strada fatta all'andata, non senza difficoltà: eravamo preoccupati si potesse bucare il gommone contro le rocce perchè l'acqua era salita considerevolmente (in alcuni punti di oltre un metro). Calandoci in acqua a tratti non si toccava, e facevamo difficoltà a rimanere ancorati alle rocce rischiando essere trascinati via dalla corrente, con la temperatura dell'acqua che si aggirava attorno agli 1-2 gradi. Sono stati momenti bruttissimi».

Gli oggetti personali sono stati spazzati via dalle acque 
Dopo lunghi e concitati momenti il gruppo, rimasto unito e cooperante, è riuscito suppur con difficoltà, a raggiungere illeso l'uscita. Nel frattempo i loro oggetti personali erano stati spazzati via dalle acque, fatto salvo un solo zaino. Alle 19 tutti e sei erano fuori pericolo, nessuno è rimasto infortunato e non è stato necessario ricorrere all'aiuto del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico. Hanno quindi raggiunto autonomamente il Campo base e, una volta rifocillati, si sono ripresi dal grande spavento.