La precisazione

Maltempo, Panontin: "Con picchi di chiamate, attese inevitabili"

L'assessore difende il sistema precisando come nella giornata di giovedì, tra le 16.30 e la sera, siano arrivate circa 5 mila telefonate. Poi però aggiunge: "È un modello che noi non possiamo scegliere e che può essere cambiato solo da una decisione del Governo nazionale"

Maltempo, Panontin: "Con picchi di chiamate, attese inevitabili" (© Regione Friuli Venezia Giulia)

UDINE - «In situazioni di forte e diffuso maltempo, come quella che si è verificata giovedì, è purtroppo inevitabile che vi siano dei picchi di telefonate con moltissime richieste di soccorso. Accade ora come in passato, quando a gestire le telefonate non era il 112 ma il centralino dei Vigili del Fuoco o altre centrali operative. A differenza di quanto accadeva prima, il 112 è tenuto a mantenere sempre aperta la linea: nessuna chiamata può cadere per sovraccarico della linea telefonica». Lo precisa l'assessore regionale alla protezione civile Paolo Panontin, in relazione alle critiche sul funzionamento del 112, ricordando che tra le 16.30 e la sera sono arrivate circa 5 mila telefonate.

Le differenze con il vecchio numero di emergenza
«Il 112 - spiega Panontin - è obbligato, ai sensi del protocollo sottoscritto con il ministero degli Interni, a processare tutte le telefonate in arrivo e a dare una risposta. Lo fa incrementando il personale quando sono previste emergenze ed eventualmente anche smistando le telefonate in eccesso verso un'altra centrale, a Brescia, con cui esiste uno specifico accordo». «Questo è il sistema, mentre in passato, quando il cittadino si rivolgeva ad esempio al 115 dei Vigili del Fuoco, semplicemente se le telefonate erano troppe trovava la linea occupata e doveva riprovare». «La differenza sostanziale è questa: il 112 riceve la telefonata, la elabora, identifica il cittadino chiamante, ne individua la posizione e trasmette la telefonata al secondo livello, ovvero all'operatore dei Vigili del Fuoco, dei Carabinieri o della Polizia e dell'emergenza sanitaria. E' a quel punto che si mette in moto la macchina dei soccorsi».

Non si torna indietro
Secondo Panontin «sono dunque le centrali di secondo livello che, in caso di picchi come giovedì, non riescono a dare la risposta che ci si aspetta, in quanto sovraccariche». Infatti "la chiamata al 112 rimane 'aperta' e il cittadino ha la sensazione di non avere la risposta, ma non è così: non ha la risposta del centralino di secondo livello», conclude Panontin ribadendo che il sistema strutturato su due livelli è stato adottato a seguito degli obblighi imposti dall'Unione europea di attivare il 112 in tutta Europa. Lo stato italiano - Governo Berlusconi, ministro Maroni - lo ha sperimentato a Varese e poi esteso a tutta la Lombardia. «Noi siamo i secondi in Italia e stiamo semplicemente attuando ciò che lo Stato ci impone di fare. È un modello che noi non possiamo scegliere e che può essere cambiato solo da una decisione del Governo nazionale. Da parte nostra rimane naturalmente il forte e continuo impegno a migliorare il servizio che siamo tenuti a fornire alla nostra popolazione. Da qui la decisione presa a fine giugno di incrementare il personale del 112».