Monitioraggio

Agricoltura: monitoraggio costante della cimice asiatica

La Regione, come ha spiegato l'assessore Shaurli, ha finanziato all'80 per cento l'acquisto e l'installazione di reti protettive destinandovi risorse per oltre 800 mila euro e attivato il Fondo emergenze

Agricoltura: monitoraggio costante su cimice asiatica (© Ersa)

FVG - Monitoraggio, informazione e prevenzione. Sono questi i principali elementi di contrasto alla cimice marmorata asiatica (Halyomorpha halys) posti in essere dalla Regione, con la collaborazione dell'Agenzia per lo sviluppo rurale Ersa Fvg, per difendere il territorio dalla proliferazione di un insetto che a oggi non conosce antagonisti naturali, tanto che l'Unione Europea l'ha dichiarato ineradicabile. A darne conto è l'assessore alle Risorse agricole e forestali del Friuli Venezia Giulia Cristiano Shaurli ricordando le azioni messe in campo per intensificare l'attività di informazione e prevenzione, a cominciare dai recenti incontri svolti sul territorio con sindaci, tecnici comunali e volontari di protezione civile dei Comuni più colpiti dalla presenza dell'insetto, in particolare quelli del Medio Friuli e del Pordenonese.

Le parole dell'assessore Shaurli
«Si è trattato di incontri organizzati in collaborazione con le amministrazioni locali - ha chiarito Shaurli - in cui sono state fornite indicazioni operative e presentati i rimedi più diffusi per limitare la presenza delle cimici in prossimità delle case. Un'attività di informazione ma anche di preparazione in vista del prossimo autunno quando le cimici cominceranno a entrare nelle aree urbane e nelle abitazioni alla ricerca di un luogo dove svernare». Durante gli incontri sono stati consegnati, inoltre, circa 40.000 volantini che saranno distribuiti alla popolazione e una ventina di trappole a feromoni da collocare in ambito urbano per il monitoraggio. «E' stata chiesta la collaborazione dei Comuni per comunicare i dati delle catture di cimici, in modo da poter segnalare tramite il sito dell'Ersa il momento in cui si comincerà a rilevare la migrazione verso le abitazioni per lo svernamento - ha precisato Shaurli -; questo consentirà un monitoraggio costante e offrirà la possibilità di preallertare la cittadinanza, in modo da limitare i disagi ed essere pronti ad affrontare il fenomeno».

Sul sito dell'Ersa tutte le informazioni per tenerle lontane dalle case
Shaurli ha sottolineato anche l'attività di monitoraggio, sul territorio regionale, del servizio fitosanitario dell'Ersa che da tre anni rileva la diffusione della Halyomorpha halys. «Nel 2016 - ha indicato - si è registrata un'esplosione della presenza dell'insetto e le primi indicazioni date dalle catture nelle trappole evidenziano una continuazione della tendenza; per questo è importante proseguire a svolgere l'azione informativa, iniziata lo scorso anno, sulle modalità di contenimento». E' fondamentale, secondo Shaurli, la collaborazione di tutti «perché catturare ed eliminare le cimici dai siti di svernamento contribuisce a diminuire le popolazioni per l'anno successivo. Questi insetti non sono pericolosi per la salute dell'uomo ma causano ingenti danni all'agricoltura, in particolare alle colture frutticole, orticole e, spostandosi in sciami, possono provocano disagi alla popolazione». Sul sito internet dell'Ersa è reperibile il materiale delle presentazioni in cui si indicano, fra le altre informazioni, anche le azioni da compiere per impedire l'accesso delle cimici nelle case, la loro eliminazione e altri accorgimenti utili. Accanto all'importante azione informativa, preventiva e di monitaraggio, Shaurli ha evidenziato soprattutto la tutela delle produzioni attraverso l'impiego di reti antinsetto, combinato con una eventuale difesa chimica di soccorso che, attualmente, risulta il metodo migliore per il controllo della cimice. L'uso di agenti chimici, infatti, anche se è la strategia maggiormente utilizzata, ancor oggi, in mancanza di prodotti specifici e trattandosi di una specie con alta mobilità, da sola non basta e va integrata ove possibile con l'uso di barriere fisiche poste a protezione delle colture agrarie. La Regione ha finanziato all'80 per cento l'acquisto e l'installazione di reti protettive destinandovi risorse per oltre 800 mila euro e attivato il Fondo emergenze in agricoltura (con una disponibilità di circa 2 milioni di euro) per il pagamento di indennizzi a ristoro dei danni, non essendo in questo caso assicurabili le perdite del raccolto.